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Il visto infedele si paga a caro prezzo

Responsabilità per imposte, sanzioni e interessi per tutti i 730 presentati dagli intermediari nel caso di apposizione di visto infedele. È quanto emerge dalla circolare n. 7 pubblicata ieri dalle Entrate in relazione alle modifiche apportate in tema di visto di conformità dal Dlgs 175/2014.
In base all’articolo 6 di questo decreto, da quest’anno gli intermediari abilitati sono responsabili per gli errori commessi per i controlli finalizzati all’apposizione del visto di conformità. In caso di visto infedele, infatti, i Caf e i professionisti abilitati sono tenuti al pagamento allo Stato di un importo corrispondente alla somma dell’imposta, degli interessi e della sanzione, nella misura del 30%, che sarebbe stata richiesta al contribuente ai sensi dell’articolo 36-ter del Dpr 600/73. Su questo punto la circolare interviene con alcuni chiarimenti.
Preliminarmente viene ricordato che la responsabilità in questione è espressamente esclusa qualora l’infedeltà del visto sia stata determinata da una condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente senza, però, individuare, a prescindere dal dolo, quali situazioni almeno in linea di principio potrebbero individuare la condotta gravemente colposa.
Il documento precisa anche che, in caso di presentazione del modello 730 con le modalità ordinarie (non precompilata), si applica comunque la disciplina prevista dal citato articolo 6 in materia di visto infedele. Per le Entrate, quindi, la responsabilità dell’intermediario scatta nel momento in cui egli appone il visto di conformità sul modello 730, a prescindere dal fatto che la dichiarazione venga predisposta previa acquisizione della delega per l’accesso alla precompilata da parte del contribuente e che l’apposizione del visto faccia seguito all’accesso da parte dell’intermediario alle informazioni inerenti la dichiarazione precompilata del contribuente. In pratica, quindi, a prescindere da quale sia la tecnica di presentazione del modello 730, chi appone il visto che poi si rileva infedele potrà sempre essere chiamato dalle Entrate a rispondere delle imposte, interessi e sanzioni che sarebbero stati di competenza del contribuente.
La circolare non prende invece alcuna posizione sulla fase successiva al pagamento delle somme dovute da parte dell’intermediario, con riguardo al diritto di rivalsa dello stesso nei confronti del contribuente. Ricordiamo che la relazione di accompagnamento, sul punto, in un passaggio piuttosto ambiguo sembrerebbe inibire tale diritto, in nome della definitività del rapporto tributario che occorrerebbe garantire al contribuente che si avvale dell’intermediario per assolvere ai propri obblighi dichiarativi.
Le Entrate ricordano anche che, in caso di violazioni ripetute o particolarmente gravi commesse dall’intermediario, è possibile venga gli sospesa o revocata la facoltà di rilasciare il visto di conformità. A questo riguardo viene chiarito che può configurare una violazione particolarmente grave l’apposizione del visto di conformità su una dichiarazione che contiene dati palesemente ed eccessivamente difformi dalla relativa documentazione, come, ad esempio, in caso di indicazione di crediti inesistenti ovvero di alterazione della scelta del contribuente in merito alla destinazione del 2, del 5 o dell’8 per mille. La sospensione o la revoca potrebbe derivare anche dalla mancanza dei requisiti di onorabilità e moralità richiesti agli intermediari che si siano resi responsabili di taluni tipi di reato.
Il documento affronta anche il tema relativo alle novità introdotte dal Dlgs 175/2014 in merito alla polizza assicurativa per la copertura dei rischi derivanti dall’assistenza fiscale riguardanti i Caf e i professionisti e certificatori. E chiarisce che i soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità sono tenuti ad adeguare il massimale della polizza prima dell’apposizione del visto, anche nell’ipotesi in cui la stessa non sia ancora scaduta alla data di entrata in vigore del decreto semplificazioni (13 dicembre 2014). Inoltre viene confermato che solo gli intermediari che intendono apporre il visto di conformità sulla dichiarazione 730 sono tenuti a integrare la polizza con la previsione esplicita della copertura del nuovo rischio relativo al rilascio di visto infedele. Di conseguenza coloro che non intendono apporre tale tipologia di visto (ad esempio perché intendono limitarsi ad apporre il visto di conformità in relazione ai crediti Iva o in relazione ai crediti risultanti da dichiarazioni diverse dal modello 730) non devono integrare la polizza con la previsione esplicita della copertura del nuovo rischio. Resta invece confermato che il nuovo massimale di 3 milioni di euro è obbligatorio in tutti i casi.

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