Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il valzer dei bond anticipati. Quanto perdono i risparmiatori

MILANO — Manca una settimana esatta e per adesso le adesioni sono arrivate in media al 50%. Unipol deve fare ancora un bel pezzo di strada per centrare l’obiettivo. L’obiettivo è scambiare 16 emissioni obbligazionarie, per un totale di 444 milioni di euro, con nuovi bond con scadenza più lunga e una cedola migliore di quelli in scadenza. Sulla carta è una permuta conveniente, tuttavia le associazioni dei consumatori hanno messo in allerta i portatori dei bond sconsigliandogli lo scambio. «Unipol ha tutto da guadagnare da questo scambio — ha scritto nella sua newsletter Altroconsumo —: riesce infatti a garantirsi capitali stabili in un momento in cui ne ha più che mai bisogno in vista dell’acquisizione di Premafin. E tutto questo, senza sobbarcarsi il costo (più elevato) di dover emettere nuovi bond a condizioni in linea con il mercato». Dunque sarebbe questo il vantaggio: non dover andare sul mercato a raccogliere capitali in un momento in cui il denaro costa tanto. Soprattutto agli emittenti italiani. La cedola più alta dei nuovi bond — sostengono gli analisti — non sarebbe sufficiente a compensare il rischio. Un Btp, insomma, rende di più ed è meno rischioso. Oltre a essere liquidabile sul mercato mentre i bond Unipol non sono quotati e quindi solo la stessa compagnia può decidere se riacquistarli. E a quale prezzo.
La compagnia bolognese non è tuttavia né la prima né l’unica ad aver cercato nelle pieghe del bilancio un modo per finanziarsi o per rafforzare il patrimonio. E, a dir la verità, la proposta non è poi così male rispetto ad altre iniziative simili. Che certo non sono mancate. Il 35% della raccolta bancaria avviene attraverso emissioni obbligazionarie e di queste l’80% viene collocata ai risparmiatori. Che sono poi, quindi, anche quelli che spesso pagano il conto più alto. Un esempio? Prendiamo il famigerato Convertendo Bpm 2009-2013 6,75%» con cui Piazza Meda aveva raccolto 475 milioni di euro piazzandolo a oltre 15 mila clienti. Prima di lasciare l’incarico il consiglio della banca milanese deliberò di convertire il prestito a fine 2011, con due anni d’anticipo. Chi aveva comprato il titolo, allettato dal rendimento del 6,75%, si è accorto di aver perso oltre l’80% dell’investimento. Di contro, però, con la conversione anticipata Bpm ha guadagnato 80 punti di Core Tier 1. È stato aperto un tavolo di conciliazione per compensare i clienti truffati. Nel frattempo, però, anche il nuovo consiglio di gestione di Piazza Meda ha «giocato» con i bond decidendo di non pagare le cedole su due emissioni: un Perpetual subordinated notes e un Company Preferred securities. Il primo avrebbe dovuto pagare gli interessi il 25 giugno, il secondo il 2 luglio. Ai sottoscrittori non arriverà nulla. È vero che si tratta di titoli riservati a investitori istituzionali ma, come si è visto più volte in passato, non è raro poi ritrovarli nei fondi di investimento venduti al pubblico.
Come Bpm ha fatto anche il Banco Popolare con un bond «Preferred securities» da 150 milioni di euro emesso da Italease, di cui prima è stato sospeso il pagamento della cedola poi a febbraio di quest’anno è stato riacquistato dalla banca al 43% del valore. Di storie simili ce ne sono molte altre. E il rischio che ce ne siano di nuove è alto se si considera che le banche italiane dovranno rimborsare 170 miliardi di bond entro il 2014. E se, come dice la Consob, l’80% delle obbligazioni viene collocato ai risparmiatori, è facile individuare nel «gioco dei bond» dov’è l’anello debole della catena.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Francia continua a essere apripista per il riconoscimento economico dei contenuti di informazione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si avvicina il giorno in cui Monte dei Paschi dovrà dire alla vigilanza di Francoforte e al mercato...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sul Recovery Plan non esiste un caso Italia, ma un’interlocuzione molto positiva con la Commissi...

Oggi sulla stampa