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Il valzer brillante dei settori

di Alberto Ronchetti

La rotazione dei settori e degli indici continua a sostenere i mercati azionari europei. E probabilmente proseguirà a farlo anche nei prossimi mesi, anche se una correzione – più si va avanti – è sempre possibile.

Chi avesse seguito le raccomandazioni di un mese e mezzo fa (si veda Il Sole 24 Ore del Lunedì del 10 gennaio) – dove segnalavamo una serie di comparti dell'Euro Stoxx che per bassa quotazione e alto dividendo prospettico avevano già mostrato a dicembre di poter essere leader del rialzo all'inizio del nuovo anno (erano l'immobiliare, le tlc, i media, le assicurazioni, le utilities, l'oil & gas e la farmaceutica) – oggi si troverebbe con un utile non disprezzabile. Infatti, investendo in quei comparti (soprattutto i più penalizzati nel 2010), da inizio anno avrebbe totalizzato guadagni tutt'altro che disprezzabili (vedi tabella). Per esempio il comparto assicurativo europeo, che nel 2010 aveva perso quasi il 7%, in queste ultime sei settimane ha segnato un rialzo di quasi il 20% (l'EuroStoxx, nello stesso periodo, è cresciuto di appena un po' meno il 7%). E le banche, maglia nera nel 2010 con un ribasso di quasi il 27%, hanno guadagnato più del 15 per cento.

Insomma, gli asset reali – le Borse, ma anche le materie prime – continuano a essere padroni della situazione. «Anche quelli che hanno corretto in modo pesante nelle ultime settimane – osserva Francesco Caruso, curatore del sito specializzato (gratuito) www.francescocaruso.ch – sembrano in via di ripresa. È il caso dell'oro, che ha tenuto due supporti importantissimi in dollari ed euro. I bond restano deboli e qualunque ripresa sembra avere spazio marginale, concentrata comunque nelle duration maggiori e nelle aree più penalizzate dalle vendite precedenti».

All'interno delle Borse regna una situazione disomogenea, aggiunge Caruso, «con i settori più forti da inizio anno (banche, assicurativi, tech) in forte ipercomperato e altri (food, risorse di base) su giunture di acquisto. Questa rotazione può far procedere il trend attuale, che comunque mostra sul breve crescenti segni di deterioramento. L'ideale è attendere una correzione nelle prossime settimane su Borse e commodities (al ribasso) e obbligazioni (al rialzo) per rientrare e rafforzare le posizioni sugli asset reali. Attenzione sui bond americani: anche Jim Rogers (il più grande esperto e investitore globale in commodities, ndr) è convinto che l'inflazione e il rialzo dei tassi – e non un rialzo da poco – sia inevitabile e alle porte. Le emissioni fra i 2-3 e i 7 anni saranno le vittime predestinate di questo scenario».

Anche a Syz Bank rilevano come a gennaio la rotazione sia stata considerevole. «Gli operatori – scrivono gli analisti dell'istituto elvetico – hanno realizzato parte dei profitti sui temi e settori che più hanno brillato durante lo scorso anno». Da questo punto di vista «la correzione dei titoli esposti ai paesi emergenti è rivelatrice». Inoltre «sia il settore del lusso che le materie prime e la chimica specialistica sono stati penalizzati, nonostante i buoni risultati conseguiti». Al contrario, «l'interesse degli investitori si è concentrato sui finanziari (assicurazioni e banche) e sui settori legati al prezzo dell'energia, come le compagnie petrolifere e i servizi alla collettività. A livello geografico vi è un rinnovato interesse per i titoli del sud dell'Europa, dopo la severa correzione subita alla fine dello scorso anno».

Tutti elementi importanti, sostengono a Bnl Bnp Paribas, che «confermano la validità e la sostenibilità del trend rialzista in atto: il 2010 è stato l'anno dei titoli automobilistici, nelle ultime settimane i bancari hanno contributo ai nuovi massimi, in questi giorni si sono mossi anche i titoli petroliferi. Per non parlare dei tecnologici che rinnovano i massimi (Ibm e Apple) o che tornano ai livelli del 2000 (Oracle). Inoltre, a supporto del rialzo dei corsi azionari ci sono ancora una volta le operazioni di M&A: l'ultima importante in Giappone, dove è nato il secondo gruppo siderurgico al mondo dalla fusione tra il primo (Nippon Steel) e il terzo produttore (Sumitomo Metal) di acciaio del paese».

Ma a questo punto la sector rotation può continuare a far guadagnare? «Sì, il potenziale rialzista è ancora in atto», rispondono gli economisti Jean-Luc Buchalet e Pierre Sabatier nell'ultima newsletter di PrimeView Independent Research.

La ricerca parte dalla considerazione che i temi vincenti nel 2010 (sostanzialmente i comparti ciclici) sono stati offuscati nelle ultime settimane dalla grande performance di assicurazioni, banche e degli altri comparti dimenticati l'anno scorso. Un meccanismo simile si è visto anche nei listini con i paesi periferici o, comunque, sottovalutati nel 2010 che stanno vivendo un forte rimbalzo da inizio anno.

«Una doppia rotazione di settori e mercati, un fenomeno poco usuale che però rinforza le Borse europee e che dovrebbe, nelle prossime settimane, consentire la continuazione del rialzo e della sovraperformance rispetto agli altri mercati sviluppati», dicono a PrimeView. Fra l'altro, fanno notare Buchalet e Sabatier, le recenti tensioni geopolitiche (Tunisia ed Egitto) hanno avuto solo un impatto debole sui mercati azionari, ulteriore prova del buon trend di fondo dell'investimento equity (Europa compresa). Ovviamente un peggioramento della situazione nordafricana – così come un consolidamento di Wall Street – potrebbero rapidamente cambiare in negativo lo scenario previsto.

Ma, escludendo fattori negativi esterni, fin dove potrà estendersi questo bull market di breve termine? «I nostri studi statistici – concludono a PrimeView – indicano che i rialzi borsistici guadagnano in media il 18-20%, prima di vedere una correzione di almeno il 5 per cento. Considerando che la crescita media del mercato europeo, dai minimi dello scorso 30 novembre, è attorno al 13%, noi vediamo ancora spazio per un rialzo supplementare prima di tornare a essere prudenti. Quindi, per ora, restiamo sovraesposti sull'azionario europeo in modo convinto».
 

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