Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il trust immobiliare si può trascrivere

L’atto di dotazione del trust, anche nella forma del trust autodichiarato, può essere trascritto nei registri immobiliari “contro” il disponente (e cioè il soggetto che apporta i beni in trust) e “a favore” del trust stesso: lo ha deciso la Corte d’appello di Venezia con un decreto del 16 giugno 2014 (in riforma a un provvedimento di segno opposto del Tribunale di Padova), depositato il 10 luglio scorso, che, dunque, rappresenta una nuova puntata della neverending story sulle modalità che si debbono seguire per trascrivere la sottoposizione i beni immobili al vincolo del trust.
La trascrizione dell’istituzione di un trust su beni immobili è un argomento “di scuola” per evidenziare come le singole Conservatorie dei registri immobiliari volta per volta interessate si comportino diversamente l’una rispetto all’altra nonostante siano tutte nella medesima rete dell’Agenzia delle entrate. Si parte sempre da una trascrizione contro il disponente, ma poi, a seconda dell’opinione vigente dello specifico ufficio destinatario della formalità:
– si trascrive a favore del trustee del trust e poi, contemporaneamente, si trascrive contro costui e a favore del trust;
– si trascrive a favore del trustee del trust e poi contemporaneamente si trascrive contro costui una costituzione di vincolo (e quindi senza un soggetto “a favore”);
– si effettua una sola formalità direttamente in capo al trust, così come deciso dall’Appello di Venezia.
La decisione di Venezia è quindi in linea con quella del Tribunale di Torino del 18 marzo 2014 (si veda Il Sole 24 Ore del 10 aprile scorso) e in contrapposizione a quella del Tribunale di Reggio Emilia del 25 marzo 2013, il quale (in una fattispecie, tuttavia, di procedura esecutiva) aveva concluso in senso diametralmente opposto, vale a dire che, non essendo il trust un «soggetto di diritto», le formalità da pubblicarsi nei registri immobiliari devono essere effettuate nei confronti del trustee; se eseguite a favore o contro il trust, esse sarebbero formalità illegittime, poiché effettuate nei confronti di un soggetto inesistente.
Nel decreto dell’Appello di Venezia la questione della soggettività non è trattata e, quindi, evidentemente, non è stata ritenuta rilevante. L’attenzione dei giudici è stata calamitata per intero dal tema del trust autodichiarato e dal fatto che si tratta di un trust nel quale non vi è il trasferimento dei beni vincolati in trust da un soggetto (il disponente) a un altro soggetto (il trustee), ma nel quale il disponente vincola in trust un bene esistente nel proprio patrimonio il quale, pertanto, non subisce alcun trasferimento, rimanendo cioè intestato al disponente. Osservando dunque questa fattispecie, l’Appello di Venezia la giudica non solo compatibile con il nostro ordinamento, ma anche suscettibile di trascrizione nei registri immobiliari (“contro” il disponente e “a favore” del trust) e cioè tanto quanto sono trascrivibili il fondo patrimoniale e il vincolo di destinazione ai sensi dell’articolo 2645-ter del Codice civile, che pure sono casi nei quali viene istituito un vincolo sui beni appartenenti a un dato soggetto senza che questo soggetto ne trasferisca la titolarità ad altri.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un balzo in avanti. In parte previsto, ma che comunque apre una prospettiva diversa rispetto al pess...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Decontribuzione dal 50 al 100% per i lavoratori che usciranno dalla cassa integrazione del settore t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dica la verità, senatrice Bongiorno, ma la Lega vuole davvero i fondi del Recovery che sono legati ...

Oggi sulla stampa