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Il trust diventa più attaccabile

Il trust e il fondo patrimoniale più attaccabili. Diventa più facile per il creditore ribaltare vincoli di destinazione su immobili. E anche le donazioni. Eventuali manovre protettive del patrimonio (ma potenzialmente elusive delle ragioni dei creditori) devono fare i conti d’ora in avanti con le disposizioni del decreto legge 83/2015 (pacchetto giustizia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 giugno 2015). Vediamo di illustrare le nuove norme.

Il provvedimento d’urgenza introduce l’articolo 2929-bis del codice civile, dedicato alla espropriazione di beni oggetto di vincoli di indisponibilità o di alienazioni a titolo gratuito.

In base alla nuova disposizione il creditore che sia pregiudicato da un atto del debitore, di costituzione di vincolo di indisponibilità o di alienazione, che ha per oggetto beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri, compiuto a titolo gratuito successivamente al sorgere del credito, può procedere, munito di titolo esecutivo, a esecuzione forzata, ancorché non abbia preventivamente ottenuto sentenza dichiarativa di inefficacia, se trascrive il pignoramento nel termine di un anno dalla data in cui l’atto è stato trascritto.

Vediamo gli effetti. Il creditore ha un anno di tempo dalla data di trascrizione del vincolo di indisponibilità o della donazione per fruire di un percorso agevolato. Può far pignorare l’immobile o il bene mobile registrato (un autoveicolo) anche senza avere ottenuto la revocatoria dell’atto.

Stando al nuovo articolo 2929 bis del codice civile bastano questi elementi: 1) avere un titolo esecutivo; 2) un atto del debitore successivo al sorgere del credito; 3) presenza di un atto pregiudizievole, consistente in un vincolo di indisponibilità o in un atto a titolo gratuito; 4) trascrizione del pignoramento entro l’anno.

Questi elementi evitano al creditore di dovere agire per la revocatoria, la quale sarà a disposizione del creditore se non ricorrono uno o più degli elementi sopra richiamati.

Quanto al carattere pregiudizievole dell’atto, esso va rinvenuto nel fatto della sottrazione di un bene all’aggressione in via esecutiva da parte del creditore.

Il nuovo articolo dettaglia anche le modalità per l’ipotesi di atto di alienazione pregiudizievole: il creditore promuoverà l’azione esecutiva nelle forme dell’espropriazione contro il terzo proprietario. Se si tratta di un vincolo di indisponibilità, gli atti dell’esecuzione saranno indirizzati al debitore.

In sostanza si da la precedenza al creditore, che non deve sobbarcarsi costose cause per fare revocare l’atto pregiudizievole: potrà pignorarlo subito.

Certo non vengono meno le possibilità di tutela per il debitore, il terzo assoggettato a espropriazione e ogni altro interessato alla conservazione del vincolo.

Ma un conto è dire al creditore di fare causa per far rientrare il bene nella cerchia di quelli pignorabili, altro conto è presupporre la possibilità di pignorare, salvo opposizione.

In effetti la nuova norma concede al debitore, al terzo assoggettato a espropriazione e ad ogni altro interessato alla conservazione del vincolo la possibilità di proporre le opposizioni all’esecuzione quando contestano la sussistenza dei presupposti della esecuzione sprint, nonché la conoscenza da parte del debitore del pregiudizio che l’atto arrecava alle ragioni del creditore.

Sarà la giurisprudenza ad approfondire, valorizzandolo o svilendolo, l’elemento soggettivo della consapevolezza sa parte del debitore del danno che si provoca agli interessi del creditore.

La novità si applica anche al creditore anteriore che, entro un anno dalla trascrizione dell’atto pregiudizievole, interviene nell’esecuzione da altri promossa.

È da ritenere che trascorso l’anno, il creditore abbia pur sempre la possibilità di agire con l’azione revocatoria (articolo 2901 del codice civile): questo significa che deve prima ottenere la sentenza dichiarativa dell’inefficacia e, solo dopo, può iniziare le azioni esecutive.

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