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Il titolo Rcs vola, +28,8% Cairo: valutazione giusta sì ai vecchi soci dentro

Un rialzo superiore al 28 per cento per il titolo Rcs. È questo il primo effetto in Borsa dell’Offerta pubblica di scambio lanciata venerdì da Urbano Cairo, con scambi che hanno interessato oltre il 4% del capitale. Il titolo del gruppo che edita il
Corriere della Sera ha chiuso la seduta a 0,586 euro, al di sopra del valore attribuito nell’Ops di Cairo, a 0,551 euro per azione.
Segno che il mercato sembra indicare che alla fine Cairo dovrà rivedere al rialzo la sua offerta. Il mercato pensa quello che credono anche i soci storici di Rcs Media che, tra i motivi per cui sono contrari, indicano per primo il prezzo. «C’è un fronte del no, motivato principalmente da una questione di prezzo», dice una fonte vicina che cita Mediobanca (al 6,25% di Rcs), Unipol (4,6%), Della Valle (7,3%), Pirelli (4,4%) e Rotelli (2,7%).
Per ora, però, Cairo non azzarda a ipotizzare revisioni dei numeri. Anzi. L’editore de La7 sottolinea che «la valutazione non è da poco. Ho valutato un premio del 26 per cento, poi i prezzi si sono allineati a quelli della offerta sottolinea da Torino dopo aver partecipato ad un evento legato al Toro di cui è presidente -. Questo vuol dire aver valutato l’azienda 285 milioni di euro, però l’azienda ha altri 487 milioni di debiti. La valutazione complessiva è di 770 milioni, sottraiamo 90 milioni di Rcs libri e arriviamo a 680 milioni. L’Espresso, che non ha quasi debiti, ha una capitalizzazione di 360-370 milioni. Io valuto Rcs quasi il doppio dell’Espresso che è un’azienda che ha giornali importanti». Non è escluso, però, che qualche cosa possa cambiare: «L’offerta è buona, un’operazione di mercato molto aperta. E qualora riuscisse sarà a beneficio di chi arriva, ma anche di tutti gli azionisti Rcs – dice Cairo – alla fine deciderà il mercato che è sovrano e vince su tutto». E il no dei soci storici come viene valutato da Cairo? «Non ho riscontri ufficiali – risponde – ma se ci fossero opinioni diverse è tutto possibile e legittimo».
Dalla parte di Cairo, che dice di «credere ancora nei giornali» rispondendo ad una battuta di Grillo, c’è Intesa Sanpaolo che detiene il 4,2% di Rcs. La sua controllata Banca Imi, con Equita sim, è l’advisor finanziario dell’operazione lanciata dall’editore di La7. Anche altre banche creditrici non vedono male l’operazione di scambio lanciata sul cento per cento del capitale e con un congelamento dei debiti fino al 2017. «Noi ci confrontiamo con tutti se c’è una soluzione che può portare a rendere più forte il gruppo», sottolinea l’ad di Ubi Banca, Victor Massiah. Positivo il giudizio del presidente designato di Confindustria, Vincenzo Boccia: «Si tratta di un’operazione di mercato di straordinaria importanza per l’editoria del nostro Paese, portata avanti da un editore puro italiano».

Diego Longhin

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