Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il titolo Pirelli tira il fiato in Borsa ma resta sopra il prezzo dell’Opa I mercati puntano sulla controfferta

Dopo la corsa degli ultimi giorni, le azioni Pirelli si fermano a tirare il fiato a Piazza Affari, poco mosse anche dalle rinnovate indiscrezioni di una possibile contro offerta da parte di qualche grande concorrente. I titoli hanno chiuso in Borsa in calo dello 0,26%, a 15,46 euro, restando sopra i 15 euro a cui lanceranno l’offerta pubblica (Opa) i cinesi di ChemChina, che saliranno al controllo, insieme con gli attuali azionisti, ossia la Nuove Partecipazioni di Marco Tronchetti Provera e soci e le due banche Intesa e Unicredit. Eppure ieri sono tornate a rincorrersi sui mercati voci di una possibile contro Opa da parte di un grande concorrente di Pirelli, come la giapponese Bridgestone, la tedesca Continental o l’americana Goodyear. Il mercato reputa che i 15 euro messi sul piatto con l’Opa siano troppo pochi e che non tengano in considerazione delle potenzialità dell’unione di intenti tra Italia e Cina negli pneumatici per camion. Da qui le scommesse su una contro Opa, che consentirebbe a un concorrente di mettere le mani sulla Bicocca a poco più di 15 euro per azione. In ogni caso, i tempi per parlare di un’operazione di questo tipo sono prematuri: il riassetto con Opa della Pirelli partirà dopo l’estate, sicché gli avversari, e le banche destinate a finanziarli e consigliarli, hanno ancora un po’ di tempo. Senza contare che, in caso di contro Opa, non è chiaro fino a che punto siano vincolati i grandi soci italiani che hanno appena siglato l’accordo con ChemChina. Per ora, il mercato non crede al successo dell’Opa e dunque all’uscita da Piazza Affari delle azioni degli pneumatici. Se così fosse, di sicuro il riassetto avrebbe un costo nettamente inferiore (l’Opa vale oltre 7 miliardi) sia per ChemChina sia per Tronchetti e le due banche.

Ieri, intanto, le azioni Pirelli ieri hanno ceduto il palcoscenico alle obbligazioni convertibili della Camfin, la finanziaria che al momento custodisce la maggioranza del 26% del gruppo degli pneumatici e che, dopo il riassetto annunciato domenica, è destinata a scendere in minoranza alle spalle di ChemChina. Le obbligazioni in questione sono quelle “della discordia” che nell’autunno del 2012 furono alla base di una delle numerose frizioni fra il patron della Pirelli Tronchetti e i soci genovesi della famiglia Malacalza, che oggi detengono un 7% diretto della società degli pneumatici e che allora avevano contestato l’emissione preferendo un vero e proprio aumento di capitale. Ma era passata la linea della società, che pertanto, nell’ottobre del 2012, aveva emesso un bond da 150 milioni a cinque anni che prevedeva la possibilità di essere convertito in azioni ordinarie Pirelli con un profitto dell’investitore tanto maggiore quanto più il prezzo avesse superato gli 11,36 euro, valore che in Borsa è stato oltrepassato già a metà gennaio. Ecco perché ora che i titoli sono volati sopra i 15 euro del prezzo dell’Opa le obbligazioni Camfin sono schizzate oltre quota 135, a fronte di un valore nominale pari a 100. Se si considera che la finanziaria, per il momento ancora la prima azionista di Pirelli, sarà orientata a liquidare gli obbligazionisti più facilmente in contanti che con azioni della Bicocca (anche perché i titoli in portafoglio rientrano nel riassetto), si calcola che il bond da 150 milioni possa costare a Camfin quasi 200 milioni. Un esborso forse maggiore del previsto ma che, considerato che le azioni Pirelli hanno superato la soglia di conversione a gennaio, non può non essere stato calcolato nel disegno di riorganizzazione. Se poi Camfin, che alla fine del 2013 era appesantita da un debito finanziario di quasi 400 milioni, avrà bisogno di un prestito, le due banche socie Intesa e Unicredit è difficile che le facciano mancare il sostegno, come del resto già avvenuto in passato.
Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il terzo polo? Non è un'ossessione. Banco Bpm in saluto. Balliamo anche da soli. Leggi l'artico...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Lo studio della School of Management del Politecnico. Il virus ha certamente favorito l'uso del den...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Prende corpo il progetto di allargare l’Ape sociale e renderla strutturale, come forma per antici...

Oggi sulla stampa