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Il titolo Fiat lascia la Borsa italiana dopo 111 anni vola a Wall Street

Game over per la Fiat. Da sabato a mezzanotte la società che ha segnato la storia del capitalismo italiano del Novecento cesserà di esistere. Da venerdì alle 17,30, orario di chiusura delle contrattazioni alla Borsa di Milano, il titolo verrà ritirato dal mercato e sostituito, a partire da lunedì 13 ottobre, dalle azioni Fca. Dopo 111 anni il listino azionario italiano perde uno dei suoi titoli di riferimento. La quotazione della Fiat alla Borsa di Torino risale infatti all’autunno del 1903.

Il simbolico cambio di pagina, atteso e previsto da tempo, è diventato ufficiale ieri mattina presto. Prima dell’apertura delle contrattazioni il Lingotto ha fatto sapere che non si sono verificate le condizioni sospensive della fusione tra Fiat e la società-veicolo olandese del gruppo di Torino che servirà a far nascere nelle prossime ore Fiat-Chrysler automobiles. Infatti, come già annunciato, gli azionisti che hanno esercitato il diritto di recesso sono stati meno di quelli necessari a far spendere alla società più di mezzo miliardo di euro. Solo in quel caso la fusione sarebbe stata sospesa. E, ha aggiunto il comunicato di ieri mattina, «nessuno dei creditori» che ne avevano diritto ha chiesto il pagamento delle sue spettanze. Dunque la soglia dei 500 milioni non è stata superata e la fusione si farà. Entro domani i titolari di azioni Fiat che lo vorranno potranno chiedere che le nuove azioni Fca di cui entreranno in possesso vengano trattate a Wall Street e non a Piazza Affari. Scaduto il termine della chiusura di domani, i nuovi titoli Fca in possesso degli azionisti Fiat continueranno ad essere trattati a Milano. Naturalmente le due quotazioni (quella principale è ovviamente a New York) saranno in dollari e in euro, così come in futuro il bilancio della nuova società dovrebbe essere redatto nelle due valute.
Lo sbarco di Fca a Wall Street avverrà lunedì, mentre per le strade di New York si svolgerà la parata del Columbus Day in onore dell’italiano scopritore del nuovo continente. Una coincidenza su cui i vertici Fca non mancheranno di insistere. Sergio Marchionne e John Elkann parteciperanno alle 16 alla cerimonia di chiusura delle contrattazioni. Poi l’amministratore delegato e il suo responsabile della finanza, Richard Palmer, partiranno per un giro di presentazioni della nuova società ai principali investitori americani. Sarà in quella occasione che si capirà se e quanto Fca incontrerà il favore della piazza statunitense e, di conseguenza, se è stato davvero conveniente trasferire la quotazione principale della società oltreoceano. Poi il 29 ottobre, si terrà a Londra, nella nuova sede di Saint James’s Street, la prima riunione del consiglio di amministrazione del gruppo. La legge fiscale inglese obbliga infatti le società che abbiano scelto di domiciliarsi nel Regno Unito, a tenere là le riunioni del loro board. Negli ultimi mesi si è trasferito a Londra il primo livello dei responsabili finanziari del gruppo: dagli uffici torinesi del Lingotto sono partiti per la capitale britannica una cinquantina di dirigenti e impiegati. Nel cda del 29 ottobre, anche alla luce delle prime indicazioni venute dal road show di metà mese, gli azionisti decideranno se procedere all’aumento di capitale chiesto da tempo dalla Borsa per sorregge l’ambizioso piano di investimenti annunciato a maggio da Marchionne. Dopo i buoni risultati dei giorni scorsi, ieri Piazzaffari ha punito il titolo Fiat, penalizzato dal calo delle vendite del Brasile (-14 per cento). Marchionne, che ieri sera era all’ambasciata Usa di Roma a ritirare un premio, parte oggi per gli Stati Uniti.
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