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Il tirocinio chiude alle abilitanti

Lauree abilitanti aperte a tutte le categorie tranne a quelle che richiedono un tirocinio dopo la laurea. Rimarranno quindi fuori dal campo di applicazione della norma le professioni di avvocato, commercialista, revisore legale e notaio. Rientreranno invece tra i papabili gli ingegneri e gli architetti. Abilitazione già collegata alla laurea anche per chimici, fisici e biologi, i quali dovranno però aspettare una disciplina attuativa per il passaggio definitivo.

Arriva il primo sì dal Parlamento alle lauree abilitanti. Ieri, infatti, la Camera dei deputati ha approvato il ddl 2751, modificato durante il passaggio in commissione. Si avvicina, quindi, l’approvazione di una delle indicazioni presenti nel Pnrr come già dichiarato dalla ministra dell’università Maria Cristina Messa, anche se il disegno di legge è ben precedente alla stesura del piano, essendo stato approvato dal consiglio dei ministri già nell’ottobre dell’anno scorso all’epoca del governo Conte 2.about:blank

Rispetto alla prima versione del testo, composta da cinque articoli, il ddl emendato ne ha invece otto: il primo rende abilitanti i percorsi accademici relativi alle professioni di odontoiatra, farmacista, veterinario e psicologo; il secondo interviene invece sulle lauree professionalizzanti, che diventano abilitanti per le professioni di geometra, agrotecnico, perito agrario e perito industriale. Il terzo va a modificare l’esame di laurea, che diventerà simultaneo all’esame di abilitazione professionale; il passaggio in commissione ha rafforzato il ruolo degli ordini in questa fase, stabilendo che la commissione giudicatrice sarà integrata da professionisti di comprovata esperienza designati dalle rappresentanze nazionali dell’ordine o del collegio professionale di riferimento. L’articolo quattro è forse quello che ha subito più modifiche in fase emendativa: la norma, infatti, riguarda la possibilità di rendere il titolo universitario abilitante in futuro ed è quindi riservata a quelle professioni non testualmente citate dalla norma; nel provvedimento originario veniva stilata una lista di categorie che avrebbero potuto chiedere il passaggio, fattispecie che escludeva automaticamente le altre. Ora, la lista è stata eliminata, ma comunque la possibilità di chiedere il titolo abilitante non sarà estesa proprio a tutte le categorie; la nuova versione dell’articolo, infatti, lascia fuori professioni per le quali è richiesto lo svolgimento di un tirocinio post lauream. Rispetto al testo approvato dal Cdm lo scorso ottobre, quindi, si amplia la lista delle categorie interessante, ma rimarranno comunque fuori, come detto, commercialisti, avvocati, notai e revisori legali (con un cambio di rotta rispetto alle ultime settimana quando la facoltà doveva essere estesa a tutte le categorie). L’articolo cinque interviene sulle professioni di chimico, fisico e biologo, introducendo per queste la previsione della laurea abilitante, con la necessità di una successiva disciplina attuativa. L’articolo sei reca le disposizioni transitorie e finali, tra cui la disposizione temporale della disciplina, che entrerà in vigore l’anno accademico successivo a quello in cui saranno adottati i decreti rettorali di adeguamento dei regolamenti didattici di ateneo. Anche l’articolo sette introduce una norma transitoria, legata però esclusivamente alla professione di psicologo. Come si legge testualmente nel dossier pubblicato dalla Camera «al di là della formulazione letterale, l’intenzione sembrerebbe quella di includere in tale disciplina transitoria sia coloro che hanno già conseguito (alla data di entrata in vigore della legge) la laurea magistrale in psicologia, sia coloro che la conseguiranno (successivamente alla data di entrata in vigore della legge) in base al previgente ordinamento didattico». L’articolo 8, infine, introduce una clausola di invarianza finanziaria, per garantire che il ddl sia senza costi per le casse dello stato.

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