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Il Tesoro vuole una nuova Cdp. Vicino il ricambio dei vertici

Il governo va avanti sui suoi programmi di cambio di rotta della Cassa Depositi e Prestiti. Ieri il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, appena tornato dagli Usa, ha visto l’amministratore delegato della Cassa, Giovanni Gorno Tempini, per un primo chiarimento. Nel corso dell’incontro, condotto con il tono cordiale della reciproca stima, sarebbe comunque emersa l’intenzione del governo di chiedere a Gorno Tempini — il quale, sembra si sia preso del tempo prima di rispondere — di fare un passo indietro e dimettersi. 
Sempre ieri, Padoan ha avuto un breve colloquio col presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti che ha esposto al ministro tutte le perplessità delle 64 Fondazioni che della Cassa sono autorevoli soci di minoranza rispetto alla Stato col 18,4% del capitale. In particolare Guzzetti, riferendo la presa di posizione espressa dalle fondazioni il giorno prima, ha chiesto chiarimenti sui cambiamenti immaginati dal governo sulla governance e sulla missione della società, sul cambio di strategie, insomma. Oltre che ovviamente sul rinnovo dei vertici, in anticipo di un anno rispetto alla scadenza del mandato. In particolare, le Fondazioni hanno avvertito il ministro che l’indicazione del nome del presidente spetta proprio alle fondazioni. A cui dovrebbe spettare anche il compito di chiedere le eventuali dimissioni a Bassanini, il quale non sembra comunque intenzionato ad uscire di scena, soprattutto in assenza di spiegazioni e addebiti puntuali. Per oggi comunque è previsto un incontro a Palazzo Chigi e Bassanini potrà discutere direttamente col presidente del Consiglio Matteo Renzi le indicazioni sul futuro della gestione della Cdp.
Con la richiesta di dimissioni di Gorno Tempini, Padoan, e con lui Renzi, hanno però dimostrato di non voler ritardare il cambiamento. C’è da vedere quali saranno le prossime mosse, visto che i numeri della Cassa sono positivi. E visto che l’iniziativa di rinnovo dei vertici non può poggiare sulla mancanza di risultati ottenuti, considerati i tanti progetti realizzati dalla Cdp. La spiegazione ufficiale per ora è quella di un cambio di strategia della Cassa che, per far fronte alle pesanti eredità della crisi, dovrebbe acquisire caratteristiche più finanziarie delle attuali, diventare più banca e meno società di investimenti. Da qui le indicazioni dei sostituti che già hanno cominciato a circolare: Gorno Tempini dovrebbe lasciare il posto a Fabio Gallia, attuale amministratore delegato di Bnl per il quale sarebbe pronto un cambio di statuto della Cassa per evitare possibili intoppi nell’eventualità di un coinvolgimento nel processo sui derivati in corso a Trani. Claudio Costamagna andrebbe invece ad occupare la poltrona di presidente attualmente di Bassanini.
Perplessità su cambi di strategia della Cdp, ieri, intanto, sono state peraltro espresse anche dall’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, secondo il quale «è molto importante che non si torni a interventi dirigisti e a modelli del passato».
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