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Il Tesoro rilancia il BTp Italia

Torna il BTp Italia, il titolo di Stato a quattro anni indicizzato all’inflazione italiana e acquistabile anche direttamente online, tramite l’home banking con modalità trading. Lo ha comunicato ieri il Tesoro.
Il terzo BTp Italia targato 2012 sarà collocato dal 15 al 18 ottobre, una finestra temporale fino a ieri rimasta libera in un calendario altrimenti fitto di aste più tradizionali. Il 12 ottobre il Tesoro comunicherà il rendimento minimo garantito per il nuovo indicizzato, un tasso reale annuo provvisorio al di sotto del quale gli interessi definitivi non potranno scendere.
Ieri stesso, il Tesoro ha resi noti gli ammontari dei titoli che andranno in asta questo giovedì: i BTp a cinque e dieci anni sono in offerta rispettivamente per una forchetta tra 2 e 3 miliardi, mentre il CcTeu (titolo indicizzato all’Euribor e con rare apparizioni sul primario) verrà proposto tra 0,5 e 1 miliardo. Oggi, assieme ai CTz tra 3 e 4 miliardi, sul primario si presenteranno due BTp€i indicizzati all’inflazione europea, scadenza 2016 e 2021, per un totale di 0,75-1,5 miliardi: secondo RBS, questi titoli – danneggiati gravemente dal declassamento di Moody’s dello scorso luglio che li ha cancellati dal principale indice di riferimento per questa tipologia di bond – si trovano a tutt’oggi a buon mercato, nonostante la recente risalita dei prezzi. Domani sarà il turno dei BoT semestrali, in vendita per 9 miliardi contro gli 8,5 in scadenza.
Finora quest’anno, stando a fonti vicine a via Venti Settembre, il Tesoro ha collocato 338 miliardi di titoli a breve, medio e lungo termine equivalenti al 75% del programma di raccolta totale da 450 miliardi. Sul fronte del medio-lungo termine, però, stando ai traders l’Italia risulterebbe indietro rispetto alla raccolta già incassata da Germania e Francia per il 2012: anche per questo motivo gli operatori prevedono che le emissioni dei titoli di Stato italiani a medio-lungo termine saranno pesanti entro la fine dell’anno.
Il terzo BTp Italia in vendita in ottobre sarà anche l’ultimo per il 2012. Sull’importo del collocamento, gli addetti ai lavori ieri non si sono voluti sbilanciare. L’incasso extra proveniente da questa emissione, tuttavia, contribuirà a rimborsare un maxi-BTp quinquennale che scade il 15 ottobre per 18,373 miliardi. Il BTp Italia, che si differenzia dagli altri bond governativi pagando un “premio di fedeltà” a chi lo acquista in asta e lo detiene fino a scadenza, ha debuttato in marzo con un ammontare record da 7,219 miliardi: la seconda offerta, in giugno, si è fermata a 1,738 miliardi portando il totale a poco più di 9 miliardi.
Il Tesoro domani pagherà la prima cedola semestrale del primo BTp Italia, relativa a un tasso reale annuale pari al 2,45 per cento. Il secondo BTp Italia avrà un coupon ben più elevato, perchè il tasso reale in giugno è stato fissato al 3,55 per cento. In occasione della riscossione del flusso cedolare, il sottoscrittore del BTp Italia incasserà tanto il rimborso dell’inflazione quanto gli interessi sul capitale rivalutato all’inflazione del semestre: un meccanismo diverso da quello del BTp€i, che paga la rivalutazione in un’unica soluzione a scadenza.
Le aste del Tesoro questa settimana saranno seguite da vicino dall’estero: uno dei segnali più attesi per valutare le probabilità di risoluzione della crisi del debito sovrano europeo è infatti quello del ritorno degli investitori non-residenti sul rischio-Italia in asta. Questa settimana, al di là dei CTz e BoT, saranno i BTp a fornire la principale chiave di lettura: gli stranieri dovranno dimostrare di volersi spingere oltre le scadenze tra 1 e 3 anni divenute il nuovo target del programma di acquisto di titoli di Stato sul secondario della Bce (il piano OMT che si potrebbe attivare nel caso in cui l’Italia richiesse una linea precauzionale dai fondi di stabilità Efsf/Esm con interventi di supporto in asta).

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