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Il tesoro nero dei 500 euro

L’EUROPA e Mario Draghi lanciano l’affondo finale contro Bin Laden. Non il leader di Al Qaeda, vittima di un blitz Usa in Pakistan, ma l’omonima banconota da 500 euro. Ribattezzata così perché sfuggente come il terrorista saudita (tutti ne conoscono l’esistenza, ma a vederla davvero sono pochi fortunati) e in cima alla lista dei “most wanted” delle intelligence mondiali, in qualità – parola della Banca d’Italia – di moneta ufficiale di evasori, mafiosi e riciclatori.
Il super-bigliettone, a giudicare dai proclami, ha le ore contate: “la discussione tecnica per la sua abolizione è partita”, ha annunciato il governatore della Bce. E domani la Commissione Ue potrebbe avviare assieme a Europol un vero e proprio processo formale ai 500 euro. L’esito pare scontato visto per la polizia di Bruxelles – come è scritto nero su bianco in un rapporto del 2015 – l’uso dei Bin Laden di carta “presenta anomalie che potrebbero essere legate ad attività criminali”.
La colpa della moneta viola, a ben vedere, è quella di essere troppo pratica. Specie per chi vuol farne un utilizzo improprio. Le scorte non mancano: in circolazione ce ne sono tantissime, 614 milioni di pezzi (dati a fine 2015) per un valore pari a 306 miliardi di euro. Trovarsele tra le dita è una piacere riservato ai Paperoni, ma in realtà ben il 28,3% dei 1.083 miliardi di euro in circolazione è in banconote da 500. A cosa servono visto che in giro non si vedono mai? Europol ha pochi dubbi: in parte – ammette – sono messe da parte da chi non si fida delle banche e tiene i suoi risparmi nel materasso. Il grosso però circola sui canali ufficiosi della finanza illegale, che l’ha eletta a sua valuta corrente. «Il Bin Laden non ha concorrenza – spiega in camera caritatis un funzionario della polizia Ue -. Al mondo ci sono solo tre banconote con un valore superiore: le divise di Brunei e Singapore (che hanno pezzature singole da 8mila euro) e il mille franchi svizzero. Ma non hanno la diffusione capillare dell’euro. E il biglietto da 500 dollari è stato abolito negli Usa da Richard Nixon nel 1969 proprio per il rischio riciclaggio ».
I vantaggi di una denominazione così alta su un rettangolo di carta così piccolo sono chiari: in un pacchetto di sigarette ci stanno 20mila euro in 500 euro arrotolati. In una valigetta 24 ore 6 milioni. La polizia inglese ha smascherato il più grande centro di “lavaggio” del narcotraffico di Londra nel 2010 pedinando una casalinga con 600mila euro in banconote da 500 nascoste in una confezione di corn-flakes. E subito dopo questo blitz, la Serious Organised Crime Agency di Sua Maestà le ha messe fuorilegge nel Regno Unito dichiarando senza mezzi termini che «il 90% di loro sono in mano alle organizzazioni criminali ».
Quando si deve gestire tanto denaro, del resto, lo spazio è tutto. Un miliardo di dollari in biglietti da 500 euro occupa tre metri quadri, contro i 12 necessari per accumularlo in dollari, i 16 in yen e i 21 in sterline. Un milione in Bin Laden pesa 2,2 kg. contro i 22 necessari per mettere assieme la stessa cifra in monete da 50 euro. Caratteristiche tecniche apprezzate dai narcos se è vero – come sosteneva nel 2009 la Uiaf, il regolatore finanziario della Colombia – che un numero sconfinato di banconote viola («il 90% di quelli fuori dall’Europa») era blindato in caveau clandestini a Bogotà e dintorni.
L’Italia, nel suo piccolo, è protagonista di un capitolo a parte nella saga dei Bin Laden. La trama è da giallo. Un giallo che nemmeno la Banca d’Italia, finora, è riuscita a risolvere: ogni anno ritiriamo agli sportelli delle banche una cifra irrisoria di banconote da 500 (83 milioni di controvalore nel 2014, ultimo dato disponibile). Ma ne depositiamo 100 volte di più (9 miliardi). Un’anomalia visto che per tutti gli altri tagli il saldo è in equilibrio. La forbice tra entrate e uscite sta continuando ad allargarsi e dal 2010 ad oggi nel nostro Paese sono stati versati 37 miliardi di euro in “bigliettoni” di provenienza ignota. Da dove arrivano questi soldi fantasma? Si tratta – sostiene la banca centrale – di “afflussi provenienti da altri Paesi”. Frutto con ogni probabilità di evasione o riciclaggio. Per anni del resto, come ha sottolineato il governatore Ignazio Visco, «le banconote da 500 euro avevano una diffusione particolare a Como e Forlì». Non lontano, guarda caso, da Svizzera e San Marino.
Di più: il boom di depositi in monete di grosso taglio è stata particolarmente accentuato nelle regioni dove le aziende esportano di più e riescono (è il sospetto degli investigatori) a creare nero oltrefrontiera: dal 2010 i versamenti di biglietti viola sono cresciuti del 273% in Veneto, del 3.853% in Trentino, dell’847% in Emilia-Romagna e del 393% in Lombardia. Le banche, in teoria, sono tenute a dichiarare tutti i versamenti superiori ai 15mila euro. Ma il dubbio è che spesso si finisca per chiudere un occhio.
Il capitano della crociata per l’abolizione dei 500 euro è oggi Mario Draghi. Che questa battaglia la combatte da tempo. «Il denaro liquido è lo strumento ideale per i pagamenti illegali e il biglietto da 500 euro è ragione di preoccupazione per la lotta al riciclaggio di denaro e al terrorismo » aveva scritto un rapporto dell’Unità di intelligence finanziaria di Via Nazionale nel 2009, quando lui ne era alla guida. Non è detto però il governatore della Bce che abbia vita facile. I paladini del Bin Laden li ha al suo fianco. Hans Weidmann, numero uno della Bundesbank, ha già frenato sull’addio, probabilmente per puro spirito di contraddizione con Draghi. Un altro falco della banca centrale, Yves Mersch, vuole che « si portino prove reali dell’uso criminale » . E qualche nostalgico ricorda come nel 2008, in piena crisi Lehman, i super- bigliettoni siano serviti a calmierare e gestire la fuga di liquidità dalle banche. La battaglia per l’abolizione è aperta. Mafia, narcotrafficanti e evasori seguono con passione la sfida dagli spalti. Nel 2019, in teoria, la Ue dovrebbe stampare la nuova serie di banconote da 500. E quella potrebbe essere l’occasione per staccare la spina. A chi non ne ha mai avuto uno in tasca, in fondo, non mancherebbero di sicuro.
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