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Il tesoretto? È già in bilico La Ue boccia il riassetto Iva

Il tesoretto da 1,7 miliardi di euro nei conti pubblici di quest’anno, se non tutto, in gran parte se ne è già andato. La lettera ufficiale della Commissione Ue non è ancora arrivata, ma la bocciatura del nuovo regime dell’Iva nella grande distribuzione organizzata, previsto dalla legge di Stabilità 2015, è praticamente certa. E apre un buco nei conti del 2015 di 730 milioni. Che potrebbe allargarsi fino a 1,7 miliardi, esattamente la dimensione del “tesoretto” , se la Commissione bocciasse anche lo “split payment”, un altra misura per contrastare l’evasione dell’Iva, dalla quale doveva arrivare ancora un miliardo. 
Nel caso di un mancato via libera della Ue alle modifiche al regime dell’Iva, contro le qali hanno protestato a Bruxelles sia la Confindustria che i costruttori edili, il governo ha già previsto per legge un aumento delle accise sulla benzina e sul gasolio da autotrazione, dal primo luglio, per lo stesso importo: 1,7 miliardi l’anno.
L’aumento delle imposte sui carburanti attuato solo adesso dovrebbe però essere pesantissimo per recuperare quella somma in appena sei mesi. E la maxi stangata sulla benzina, proprio nei giorni in cui gli italiani partono per le vacanze, un classico da prima Repubblica, non è una decisione facile da prendere per il governo.
E così si riaffaccia la prudenza: conservare, piuttosto che spendere il tesoretto che viene da un andamento dei conti migliore del previsto. Tanto più che ci sono altre poste ballerine nel 2015. Dal settore dei giochi, ad esempio, sono attesi altri 1,7 miliardi, finora realizzati solo in minima parte e oggettivamente a rischio. La decontribuzione per i nuovi assunti, d’altra parte, potrebbe “tirare” più del previsto (un miliardo). Poi ci sono le variabili esterne, come il cambio dell’euro e i tassi, che il governo considera in modo ottimistico secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio .
Tanto che il suo presidente, Giuseppe Pisauro, ricordava proprio ieri in Parlamento come fosse abbastanza «prematuro» pensare di usare il tesoretto «reputandolo già acquisito». Decidere ad aprile di spenderlo, dice Pisauro, «sembra contrario a considerazioni di prudenza».
È vero che ci sono dei paracadute, a cominciare dal rientro dei capitali. Il premier e il ministro dell’Economia ricordano spesso che il gettito atteso, prudenzialmente, è solo di un euro, ma in realtà da quei presunti incassi, con il Milleproroghe, sono stati già pescati circa 700 milioni. Hanno sostituito un altro aumento di «salvaguardia» delle accise sulla benzina, scaturito dall’abolizione dell’Imu sulla prima casa del 2014. In parte il gettito della “voluntary” si è già ridotto. E comunque sarà quasi tutto “una tantum”, con cui non si possono coprire minori entrate permanenti.

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