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Il tasso del Bund vola oltre il 2%

La festa è finita. Con largo anticipo i mercati fiutano la fine della fase della liquidità a saldo per tutti e cominciano a scontare con convinzione l’avvio del tapering da parte della Fed già questo mese. In attesa della riunione dei banchieri americani che si terrà tra due settimane, il 17-18 settembre e dopo la decisione della Bce di lasciare i tassi invariati allo 0,5% il messaggio è arrivato forte e chiaro: vendere titoli di Stato su entrambe le sponde dell’Atlantico. Se ne avvantaggiano le Borse che con forti flussi in acquisto hanno chiuso con segno positivo. A cominciare da Piazza Affari che, trascinata dagli altri listini europei, ha dimenticato per un giorno le tensioni politiche, chiudendo in rialzo dello 0,78% per il Ftse Mib e dello 0,67% per l’indice All Share.
Bund decennale oltre il 2%
Protagonista il mercato del reddito fisso: con il graduale miglioramento del clima economico viene meno il bisogno di cercare un «porto sicuro» e gli investitori stanno così virando su titoli di Stato più redditizi, quali i BTp o i Bonos spagnoli, così come sulle Borse. A farne le spese i titoli tedeschi che hanno rotto la soglia del 2%, per la prima volta dal marzo 2012, così come i Treasury americani che hanno toccato il massimo degli ultimi due anni al 2,98%, avvicinandosi sempre più velocemente al barriera del 3 per cento.
I governativi europei hanno chiuso con pesanti perdite: il BTp decennale è arrivato fino al 4,53%, ma con il Bund in salita lo spread ha praticamente terminato sugli stessi livelli di mercoledì a 248 centesimi. L’avvicinamento della Spagna è continuato, con il decennale iberico al 4,59% e lo spread a 255 cents, mai così vicini da un anno e mezzo. Madrid ha assegnato in asta 2,4 miliardi di euro di Bonos decennali spuntando un tasso in calo al 4,503% dal 4,723%, registrando i minimi da settembre 2010.
Non è andata meglio ai governativi degli altri paesi come Austria, Francia, ma anche Danimarca e Finlandia con i tassi ai massimi degli ultimi 12 mesi. In particolare Parigi che ha messo in asta 4,24 miliardi di titoli a 10 anni collocati a un tasso del 2,57%, ma sul mercato secondario il tasso dello stesso titolo è volato al 2,63%, il livello più alto dalle elezioni di Hollande.
Borse caute, attesa sulla Fed
A trascinare al rialzo le Borse è stato l’andamento positivo di Wall Street sulla scia dei positivi dati macroeconomici migliori delle attese: i sussidi di disoccupazione sono calati più delle previsioni così come l’indice Ism (Institute for supply management) non manifatturiero di agosto. Il dato più atteso è quello di oggi sulla disoccupazione americana stimata al 7,4% uno degli indicatori più importanti per capire a che punto sono le ricadute della ripresa dell’economia. Il rialzo delle Borse ha riguardato Londra (+0,89%), Madrid (+0,70%), Parigi (+0,66%) e Francoforte (+0,48 per cento). Il dollaro è salito ai massimi dell’ultimo mese portandosi a 1,3120 contro l’euro. Wall Street festeggia in attesa del dato di oggi che potrebbe spazzare gli ultimi dubbi sull’annuncio del tapering da parte della Fed il prossimo 18 settembre: un dato dell’occupazione superiore alle 190-200mila unità potrebbe portare a una riduzione di 20-25 miliardi di dollari di acquisto di bond dagli attuali 85 miliardi di dollari.

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