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Il Tar perdona l’avvocato

di Antonio Ciccia  

Davanti al Tar dimenticare di scrivere fax e pec dell'avvocato può essere perdonato. L'ufficio può invitare alla regolarizzazione degli atti, senza passare automaticamente alla richiesta di un contributo unificato aumentato della metà. È una delle precisazioni contenute nella circolare 18 ottobre 2011 del Segretariato generale della giustizia amministrativa, che illustra le novità in materia di contributo unificato a seguito del decreto 98/2011. Vediamo i principali chiarimenti.

Dimenticati fax e pec. La mancata indicazione della posta elettronica è sanabile. Non necessariamente si passa all'aumento della metà del contributo unificato. Se negli atti viene omessa l'indicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata e del recapito fax l'articolo 37, sesto comma, del decreto n. 98 del 2011 prevede l'aumento della metà dell'importo del contributo dovuto.

La circolare precisa che, trattandosi comunque di una previsione di natura sanzionatoria, deve ammettersi la possibilità che, anche su espresso invito della segreteria dell'ufficio giudiziario e, in questo caso nel termine accordato, l'interessato possa sanare l'omissione, depositando in giudizio un atto che rechi l'indicazione dell'indirizzo di posta elettronica e del fax. E non occorre che tale atto sia preventivamente notificato alla controparte eventualmente costituita.

Più domande, un contributo. Se il ricorso introduttivo del giudizio contiene una pluralità di «domande» (annullatorie, costitutive, di condanna o di accertamento), è dovuto, sempre e comunque, un unico contributo unificato. Per esempio, spiega la circolare, ciò si verifica con l'impugnativa diretta, contestualmente, all'annullamento di un atto amministrativo e alla condanna della p.a. al risarcimento del danno. Se la pluralità di domande non è contenuta nello stesso atto introduttivo, ma è frutto di più ricorsi (quello introduttivo e quello successivo contenente motivi aggiunti), al deposito dei motivi aggiunti di ricorso andrà versato un ulteriore contributo unificato. Il contributo non è dovuto, invece, qualora con i motivi aggiunti venga impugnato l'originario provvedimento per vizi diversi da quelli fatti valere con il ricorso originario.

Sospensiva. Non si paga il contributo unificato per la richiesta di misure cautelari monocratiche, per la richiesta di misure cautelari collegiali e per la richiesta di misure cautelari anteriori alla causa. Non comportano il pagamento del contributo unificato neppure la richiesta di esecuzione di ordinanza cautelare; la proposizione dell'appello cautelare; l'istanza di sospensione della sentenza di primo grado (art. 98 del Codice del processo amministrativo).

Risarcimento del danno. La domanda di risarcimento del danno proposta unitamente al ricorso per l'annullamento di un atto non implica il pagamento di un contributo unificato calcolato autonomamente sul valore del risarcimento richiesto: si paga il contributo di 600 euro previsto per la domanda principale.

Se la domanda di risarcimento è proposta in via autonoma (come domanda giudiziale formulata nel corso del processo con il deposito di motivi aggiunti, o dopo un giudizio impugnatorio o come richiesta risarcitoria non correlata ad azione annullatoria) il contributo unificato va corrisposto nella misura ordinaria di 600 euro (salvo il caso di controversie esenti da oneri fiscali). Per la richiesta risarcitoria formulata in via autonoma nell'ambito del contenzioso sulle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture, la richiesta di risarcimento del danno in forma specifica (subentro nel contratto) è soggetta al contributo di 4 mila euro; mentre la richiesta di risarcimento del danno per equivalente (solo il ristoro monetario) comporta il pagamento del contributo unificato nella misura ordinaria di 600 euro.

Motivi aggiunti. L'ampliamento della controversia con la presentazione, successivamente al ricorso introduttivo, di motivi aggiunti di ricorso, comporta un nuovo pagamento del contributo.

Decorrenza delle novità. Le disposizioni contenute nel dl n. 98 del 2011 sono entrate in vigore il 6 luglio 2011. Di conseguenza le novità si applicano ai ricorsi per i quali il deposito presso la segreteria del giudice amministrativo sia stato effettuato dal 6 luglio 2011 compreso.

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