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Il taglio dell’Ires vale 2,6 mld

Riduzione Ires e mancata attuazione delle clausole di salvaguardia pesano rispettivamente 2,6 e 16,8 miliardi sul bilancio dello stato 2016. Mentre si iniziano a conteggiare gli effetti di un gettito da voluntary disclosure atteso a 2 miliardi di euro, il peso delle nuove detrazioni e delle misure volte all’agevolazione di impresa e famiglie mettono in forse il disinnesco totale dell’aumento delle aliquote Iva, che dovrà essere rivalutato nel 2016.

Taglio Ires, Irap e Tasi. Nella relazione tecnica di accompagnamento al ddl legge di Stabilità 2016, la riduzione di 3 punti percentuali dell’imposta sul reddito societario porterà l’attuale aliquota dal 27,5% al 24,5%, che si contrarrà di un ulteriore 0,5% nel 2017, con risultati finanziari complessivamente pari a -7,45 miliardi sul biennio 2017-2018. Questo, salvo diversa indicazione dell’Europa che, puntando al raggiungimento di un rapporto deficit/Pil del 2,2% e alla luce di un prestito concesso all’Italia da 3,2 miliardi di euro in piena emergenza migranti, potrebbe impedire il taglio dell’imposta. Mentre l’Irap azzerata su agricoltura e pesca avrà un costo pari a 196 milioni di euro nel 2016, l’abolizione della tassa sulla prima casa provocherà al gettito erariale un ammanco stimato da 3,57 miliardi di euro, con le abitazioni di lusso (A1, A8 e A9) che continueranno a versare circa 10 milioni l’anno.

Canone Rai e 730. Nella relazione tecnica manca specifico riferimento agli effetti monetari dati dall’inclusione del canone Rai in bolletta elettrica, da pagarsi in unica rata da 100 euro annui, salvo eventuale decreto da parte di Mef e Autorità per l’energia che preveda diverse rate e sanzioni (da pubblicarsi entro 45 giorni dalla pubblicazione in G.U. della legge). Non vi è riferimento specifico nemmeno sull’impatto per l’erario dalla misura che semplifica il 730 precompilato. All’interno di essa, oltre a variare la possibilità di detrazione delle spese universitarie private (da definirsi ogni anno, facoltà per facoltà, con apposito decreto del ministero dell’istruzione), è prevista la non presentazione del modello 770 semplificato in caso di invio della Certificazione unica.

Sgravi fiscali. Effetti positivi sono attesi invece nel 2016 dalla proroga degli sgravi per interventi di ristrutturazione edilizia (50%) e riqualificazione energetica (65%). Mentre il primo anno, grazie all’incentivo, il maggior gettito ammonterà a 39 milioni di euro complessivi, esso si renderà meno apprezzabile nei due anni a venire, con minori entrate pari a 1,36 miliardi nel biennio 2017-’18.

Clausole di salvaguardia. Nel dettaglio delle clausole di salvaguardia, infine, il mancato gettito da 16,8 miliardi che si rileva per il 2016 si compone di tre voci: il non recupero dei 3,3 miliardi già previsti dalla legge di stabilità 2014 e la non attuazione del rialzo di accise e aliquote Iva (ex legge 2015), pari rispettivamente a 0,7 e 12,8 miliardi. Il disinnesco delle clausole nel 2015 non è detto sia definitivo: il prossimo anno sarà infatti da decidere se negare l’aumento dal 10 al 13% e dal 22 al 24% delle aliquote Iva, una manovra da 15,1 miliardi pronta a scattare dal 2017.

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