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Il taglio dell’Irap resta circoscritto

Dal 2015, il costo relativo ai dipendenti assunti a tempo indeterminato non sconterà l’imposta regionale sulle attività produttive (Irap).

Si perde, però, la riduzione generalizzata e graduata riferibile all’aliquota d’imposta che, nella misura ordinaria, viene ripristinata al 3,90%, in luogo di quella recentemente ridotta al 3,50%.

La legge di Stabilità 2015 conferma l’introduzione di un nuovo comma, il 4-bis, all’interno dell’art. 11, dlgs 446/1997, istitutivo dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), con la conseguenza che dal prossimo periodo d’imposta (2015), sarà possibile dedurre, oltre alle deduzioni analitiche e forfetarie riferibili al medesimo costo, anche la quota che si riferisce alla «differenza tra il detto costo complessivo e le deduzioni spettanti».

Il beneficio indicato spetta alle imprese, ai lavoratori autonomi e ai produttori agricoli e tiene conto della differenza tra il costo complessivo per i dipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato, e le deduzioni vigenti che vengono, inevitabilmente, confermate.

Si tratta, in particolare, delle deduzioni relative ai contributi assistenziali (Inail), delle deduzioni forfetarie e/o analitiche per l’impiego di lavoratori a tempo indeterminato, delle spese per apprendisti, disabili o per personale assunto con contratti di formazione lavoro o di inserimento e per gli addetti alla ricerca e sviluppo, delle deduzioni forfetarie per indennità di trasferta per gli autotrasportatori, delle deduzioni forfetarie per i lavoratori dipendenti dei soggetti i cui componenti positivi di reddito non superano 400 mila euro nonché della deduzione per i nuovi assunti.

Tale possibilità è, però, preclusa alle amministrazioni pubbliche e agli enti non commerciali con la sola attività istituzionale, giacché questi enti determinano il valore della produzione utilizzando il cosiddetto «metodo retributivo» ovvero sommando le retribuzioni spettanti al personale dipendente, le collaborazioni coordinate e continuative (ivi incluse le collaborazioni a progetto), gli altri redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, i compensi per prestazioni di lavoro autonomo occasionale e i compensi per l’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere.

Di conseguenza, per alcuni contribuenti, sarà deducibile la quota di costo del lavoro che residua dall’applicazione delle deduzioni e che sia riferibile ai lavoratori a tempo indeterminato; per esempio, se il costo del personale ammonta a 30 mila euro e le deduzioni spettanti sono pari a 15 mila, sarà la differenza pari a 15 mila, che sarà portata in ulteriore abbattimento del valore della produzione netta.

Si ricorda, inoltre, che sono stati previsti aumenti delle deduzioni forfetarie per ogni dipendente assunto a tempo indeterminato, poiché la deduzione «base» passa da 4.600 a 7.500 euro e, per le donne e i giovani lavoratori (under 35), passa da 10.600 a 13.500 euro; con riferimento alla deduzione «maggiorata», invece, la deduzione passa da 9.200 a 15 mila euro e, per le donne e i giovani dipendenti, da 15.200 a 21 mila euro e che risulta incrementata anche la deduzione graduata in relazione alla base imponibile che raggiunge l’importo di 8 mila euro, in luogo di 7.350 euro, quando la detta base non risulta superiore a 180.999,91 euro.

Si evidenzia l’introduzione, sempre a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2014 (per i solari, pertanto il 2015), di un «credito d’imposta», da utilizzare esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’art. 17, dlgs 241/1997, pari al 10% dell’Irap, per i soggetti che non si avvalgono di lavoratori dipendenti.

La legge di bilancio, però, dispone una novità non positiva per i contribuenti, giacché il legislatore ha previsto l’abrogazione dei commi 1 e 4, dell’art. 2, dl 66/2014, convertito nella legge 89/2014, che aveva disposto la diminuzione di circa il 10% delle aliquote applicabili del tributo regionale, con la conseguenza che quella ordinaria sarebbe passata, per il periodo d’imposta in corso, dal 3,90% al 3,50%; il maxiemendamento, confermando tale abrogazione, ha il pregio di stabilire che la stessa abrogazione decorre dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2013, con la conseguenza che per il periodo d’imposta in corso (2014), la riduzione indicata non è più applicabile e, di fatto, non sarà mai applicata.

Le disposizioni in commento, infine, fanno salvi gli effetti indicati dal comma 2, dell’art. 2, dl 66/2014, ai fini della determinazione degli acconti del tributo riferibile al 2014 con il «metodo previsionale», escludendo l’applicazione di sanzioni e interessi se l’acconto versato (pari al 100% o al 101,5%), risultasse in sede dichiarativa insufficiente.

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