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Il super fondo salva-Stati alla ricerca di credibilità

di Isabella Bufacchi

La quarta versione dell'Efsf, la formula innovativa di fondo salva-Stati che potrebbe emergere anche solo in forma di bozza dai lavori dell'Eurogruppo oggi e del vertice dei capi di Stato e di Governo europei domenica, dovrà riuscire a tagliare un traguardo molto ambizioso per conquistare la fiducia di mercati sempre più nervosi, frustrati e delusi: l'Efsf.4 dovrà essere in grado di intervenire in via preventiva a sostegno dei Paesi in difficoltà nell'Eurozona con la tempestività, le potenzialità, la disponibilità e l'autorevolezza della Banca centrale europea.

L'Efsf tuttavia al momento è ben lontano dall'essere riconosciuto come un'istituzione che sa muoversi a immagine e somiglianza della Bce: nei suoi primi mesi di vita, ha collocato una manciata di bond per aiutare finanziariamente – sotto dettatura nei tempi, nelle dimensioni e nelle modalità – Irlanda e Portogallo. Sulla carta, in teoria, l'Efsf potrebbe fare molto di più: ma nella pratica, è ancora una sorta di scatola vuota che non ha mai mosso un passo che andasse oltre la sua prima missione di erogatore di prestiti agli Stati assistiti da un programma di salvataggio condiviso da Eurozona e Fmi.

Il salto di qualità che l'Efsf dovrà spiccare per poter credibilmente prendere il posto della Bce nell'acquisto sul mercato secondario dei titoli di Stato italiani e spagnoli è dunque enorme. L'istituto di Francoforte può contare su una potenzialità illimitata: finora ha acquistato bond governativi europei per circa 170 miliardi di cui, stando al parere dei traders, un centinaio ripartiti tra Italia (due terzi) e Spagna (un terzo) in poco meno di tre mesi. L'Efsf, a pieno regime, dovrà poter fare questo e altro: sostenere finanziariamente gli Stati tutelati da un programma di salvataggio Europa-Fmi (Irlanda, Portogallo e Grecia) e in aggiunta intervenire in via preventiva per assistere finanziariamente i Paesi senza problemi di solvibilità, ma che possono incorrere in crisi gravi di liquidità (come per esempio Italia, Spagna, Belgio) oppure che non hanno i fondi necessari per ricapitalizzare i propri sistemi bancari dopo il terzo stress test. Il nuovo Efsf dovrà essere capace di entrare e uscire dal mercato primario e secondario dei titoli di Stato europei: acquistando dove e quando necessario, tempestivamente e per quantità potenzialmente illimitate.

Questo super-Efsf rischia però di nascere già zoppo se le sue capacità dovessero risultare limitate dal tetto posto dalle garanzie da 780 miliardi stabilite nel giugno del 2011, all'epoca del rafforzamento dall'Efsf.1 (dotato di 440 miliardi di garanzie) all'Efsf.2 (780 miliardi di garanzie con la ripartizione tra i Paesi non assistiti dei 54 miliardi non più garantiti da Grecia, Irlanda e Portogallo). Il mercato pretende che l'Efsf ultima versione, quello che dovrebbe decollare dopo il G20 del 3-4 novembre prossimo, potrà subentrare alla Bce chiarite tutte le modalità di funzionamento dei nuovi compiti assegnati lo scorso 21 luglio alla sua terza versione.

Per estendere l'ombrello della copertura dell'Efsf anche alle aste dei titoli di Stato di Italia e Spagna (oltre che Grecia, Irlanda e Portogallo) per i prossimi anni fino a 1.800 miliardi o anche più, le soluzioni allo studio sono diverse e prevedono forme alternative di leva: trasformare l'Efsf in una banca o quasi-banca per consentire operazioni di pronti contro termine (con controparti banche o Bce), utilizzando i titoli di Stato acquistati sul secondario dal fondo o gli stessi Esfs-bond; consentire l'uso degli Efsf-bond come collaterale per ulteriori finanziamenti dalla Bce; prevedere l'intervento dell'Efsf come garante di perdite parziali e potenziali dei titoli di Stato europei (anche se questa soluzione spaventa i mercati perché potrebbe compromettere definitivamente il rating AAA di Francia e Germania, i due principali garanti del fondo). Le valutazioni del mercato non saranno però solo quantitative ma anche qualitative: dovrà essere chiarito con la massima trasparenza il meccanismo di richiesta e accettazione di sostegni preventivi dell'Efsf per finanziare direttamente gli Stati e indirettamente la ricapitalizzazione delle banche: i paletti del rigore sui conti pubblici.

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