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Il super-Bund colpisce le assicurazioni tedesche

Di troppa salute finanziaria si può morire. I bassi tassi d’interesse che i paesi del nord Europa, Germania in testa, pagano sui loro debiti pubblici mettono in allarme gli assicuratori. Una “opinione” – in realtà è un vero e proprio allarme – resa nota lunedì dall’Eiopa (l’authority europea delle polizze) mostra che tra il 5 ed il 10 per cento delle compagnie del continente avrebbero uno margine di solvibilità negativo nell’ipotesi di un perdurante scenario di bassi tassi d’interesse nel continente. Ed un numero elevato di altri operatori vedrebbero il loro solvency ratio avvicinarsi pericolosamente al livello minimo. Ciò accade perchè i tassi garantiti sulle polizze vita tendono a superare i rendimenti che le compagnie riescono a spuntare sui loro larghi portafogli di titoli di stato. O, nei rami danni, quando i rendimenti finanziari non sono più in grado di compensare eventuali deficit della gestione tecnica. L’Eiopa è giunta ad evocare apertamente uno scenario giapponese quando, alla fine dello scorso secolo, diversi assicuratori sono falliti proprio a causa dei bassi tassi d’interesse (vedi articolo nella stessa pagina).
Lo studio non è disaggregato a livello di singole nazioni ma è fin troppo facile individuare in quelle del Nord Europa le aree più a rischio. In Germania, per fare un esempio, il tasso medio garantito dagli assicuratori sulle polizze vita – si evince da un recente studio di Sigma-Swiss Re – si attesta all’1,75% mentre il bund decennale rende appena l’1,4 per cento. Secondo lo stesso studio un declino di 100 basis point dei tassi d’interesse avrebbe comportato nel 2011 una riduzione di ben il 56% del valore intrinseco delle compagnie del nord Europa ma soltanto dell’8% di quelle del Mediterraneo. «La situazione nel continente è molto differenziata – conferma Dario Focarelli, direttore generale dell’Ania, l’associazione delle compagnie – il vincolo è più stringente nei paesi del Nord e più contenuto invece in quelli del Sud Europa ed in Francia. In queste aree normalmente le garanzie sui contratti vita sono più flessibili – sempre più spesso vengono ad esempio accordate al momento di scadenza dei contratti e non anno dopo anno – ed inoltre i tassi attuali sui titoli del debito pubblico sono in grado di compensare le garanzie offerte. Certo una prolungata fase di bassi tassi d’interesse, o addirittura di tassi reali negativi, metterebbe sotto pressione la capacità di tenuta del risparmio delle famiglie».
Nella sua opinion l’Eiopa suggerisce di rendere appunto più flessibili le garanzie sui nuovi contratti vita e, per i portafogli in essere, rafforzare nel caso le riserve assicurative. Un tema a parte riguarda la nuova normativa in arrivo di vigilanza prudenziale (Solvency II) che si propone di collegare in modo stringente l’andamento delle attività (il rendimento degli investimenti) e delle passività (gli impegni presi con i clienti) assicurative. Il punto delicato è il tasso di sconto da applicare sulle riserve. Se, ad esempio, fosse quello dei bund le compagnie tedesche mostrerebbero da subito subito le loro debolezze perchè, a fronte di bassi rendimenti finanziari, le riserve manterrebbero pressochè intatto il loro valore. Che fare allora? «Utilizzare una media dei titoli di stato europei, almeno per un periodo transitorio – osserva ancora Focarelli – mi sembrerebbe una misura opportuna. Consentirebbe alle compagnie di diversificare i loro rischi e, al contempo, di accrescere i rendimenti degli asset nelle aree più forti del continente». Una volta tanto, insomma, incrementare la quota di BTp nei loro portafogli sarebbe utile anche per i tedeschi.

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