Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il summit europeo tenta l’intesa su stimoli e conti

I 300 miliardi di nuovi investimenti, promessi dalla Commissione europea entrante del lussemburghese Jean-Claude Juncker per rilanciare la crescita e l’occupazione, da definire entro dicembre. Le modifiche nelle leggi di stabilità di Francia, Italia e altri Paesi membri con i conti pubblici in difficoltà, volute dalla Commissione europea in scadenza questo mese, da concordare con i nuovi commissari sempre entro fine anno. Sulla base di queste due ipotesi di compromesso passa al massimo livello politico del Consiglio dei capi di Stato e di governo dell’Ue, in programma oggi e domani a Bruxelles, la composizione dello scontro in atto in Europa sulla flessibilità nei bilanci nazionali e sugli investimenti per la crescita e l’occupazione.
Dall’Europarlamento, dalla Germania e dalla Commissione europea sono arrivati ieri vari segnali di apertura per la conclusione positiva di questa trattativa. Ha iniziato Juncker a Strasburgo, dove la sua squadra di commissari è stata approvata dalla maggioranza composta dai suoi popolari, dai socialisti e dai liberali con 423 si, 209 no e 67 astenuti. «Entro Natale» è la scadenza promessa dal lussemburghese per presentare il suo piano con 300 miliardi di investimenti aggiuntivi per la crescita, dopo che il mese prossimo si insedierà alla guida della Commissione al posto del portoghese Josè Manuel Barroso.
Da Berlino fonti del governo hanno fatto sapere di un possibile rinvio al summit Ue di dicembre della discussione sul progetto di bilancio della Francia, che è il caso più delicato tra quelli sotto osservazione per il mancato rispetto gli impegni Ue. La Commissione europea si sarebbe poi limitata a usare e-mail e una teleconferenza per chiedere chiarimenti a Roma sulla legge di Stabilità. L’istituzione di Barroso, fino a tarda sera, non ha confermato le indiscrezioni diffuse dal quotidiano Financial Times di Londra, che ventilavano entro ieri l’invio a cinque Paesi di lettere ufficiali dagli effetti politici e mediatici generalmente traumatici.
Il summit dei 28 capi di governo inizia oggi con in agenda temi di energia, cambiamenti climatici, ebola, terrorismo islamico. Solo domani è prevista la discussione sull’economia, a cui è stato invitato il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi (che dovrebbe anticipare ai leader in modo informale i risultati delle verifiche sulla solidità delle principali banche europee). Ma l’aspettativa di varie delegazioni è che il negoziato sulla flessibilità e gli stimoli per la crescita inizi da oggi,a margine dei lavori, per avvicinare i due schieramenti contrapposti. I Paesi del Nord sostenitori del rigore finanziario, guidati dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, vorrebbero il rispetto degli impegni Ue nelle leggi di stabilità di Francia e Italia, senza dover sborsare in cambio per nuovi investimenti pubblici. Il presidente francese Francois Hollande e il premier Matteo Renzi, sollecitano una vera svolta dell’Europa verso politiche orientate a rilanciare la crescita e l’occupazione entro il semestre di presidenza italiano dell’Ue, che termina a fine anno. L’annuncio di Juncker a Strasburgo, la disponibilità di Berlino a non accelerare i tempi sulle leggi di Stabilità e la maggiore prudenza della Commissione uscente di Barroso in questi suoi ultimi giorni di verifiche sembrano aprire più spazi alle trattative.
Il presidente uscente del Consiglio Ue, il belga Herman Van Rompuy, che verrà sostituito dal già designato successore polacco Donald Tusk, ha invitato anche Juncker alla due giorni del summit per dare il segnale del passaggio da una stagione a un’altra. Quella nuova, però, potrebbe non coincidere con le speranze di Hollande e Renzi. La nomina di Tusk, di Juncker e dei suoi due vicepresidenti coordinatori dei portafogli economici della Commissione, il finlandese Jyrki Katainen e il lettone Valdis Dombrovskis, è stata imposta direttamente da Merkel, che li considera fidati europopolari e convinti sostenitori dei rigore nei conti pubblici.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa