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Il Sostegni bis diventa omnibus

Decreto sostegni bis momentaneamente in stand by in attesa di conoscere le coperture che il governo destinerà agli emendamenti parlamentari.

Oggi l’esecutivo varerà il nuovo decreto legge da 2/2,5 miliardi da destinare al rifinanziamento della legge Sabatini, alla proroga delle cartelle fiscali, allo sblocco dei licenziamenti a partire dal 1° luglio (tranne che per i settori più in crisi come quello del tessile e della moda) e al rinvio al 31 luglio del termine per approvare le delibere Tari da parte dei comuni.

Poi si concentrerà sulle risorse da mettere sul tavolo per finanziare i numerosi interventi correttivi chiesti dai deputati negli oltre 500 emendamenti depositati in commissione bilancio della Camera al dl Sostegni bis (dl n.73/2021).about:blank

La giornata di ieri è trascorsa, come quella di lunedì, in interminabili riunioni di maggioranza utili a definire il parametro degli interventi che spazieranno dallo stop all’Imu per i proprietari immobiliari penalizzati dal blocco degli sfratti (ancora da definire se l’esenzione Imu sarà limitata alla seconda rata di dicembre o si estenderà anche a quella del 16 giugno appena scaduta) al rifinanziamento degli incentivi auto, dal sostegno al settore del wedding (con una detrazione allo studio che consentirebbe di scaricare dalla dichiarazione dei redditi una percentuale delle spese per i ricevimenti di matrimonio, fino a un massimo di 25 mila euro) all’editoria, dai voucher per palestre e piscine al rifinanziamento del Fondo anti usura e del Fondo nazionale per la non autosufficienza. Sul tappeto anche aiuti ad hoc per i centri commerciali, il settore fieristico, la ristorazione collettiva, gli impianti di risalita. Senza dimenticare il tema dei comuni a rischio default a causa della sentenza n.80/2021 della Consulta per i quali il testo originario del decreto legge ha stanziato 500 milioni che però non sembrano sufficienti a evitare il dissesto dei 456 municipi più esposti. L’Anci ha chiesto di raddoppiare le risorse arrivando così a un miliardo di euro per il 2021 che rappresenta la quota minima (da replicare anche sul 2022 e il 2023) per mettere in sicurezza il comparto.

Difficile per ora prevedere quanto l’esecutivo deciderà di investire sui singoli interventi sollecitati dagli emendamenti parlamentari. Oggi è prevista una nuova riunione di maggioranza che però non potrà che essere nuovamente interlocutoria. Di sicuro la situazione non si sbloccherà prima di domani con conseguente inizio delle votazioni in commissione bilancio non prima di venerdì. A questo punto sembra assai probabile lo slittamento dell’approdo del testo nell’aula di Montecitorio che avrebbe dovuto iniziare a esaminare il testo modificato dalle commissioni lunedì 5 luglio per arrivare al voto entro giovedì 8 luglio. Facile prevedere che tale cronoprogramma possa slittare di una settimana rispetto alla tabella di marcia.

Decreto semplificazioni

Intanto sempre alla Camera, sta per entrare nel vivo anche il decreto legge sulla governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e le semplificazioni necessarie al Recovery Plan (dl n. 77/2021). Saranno poco più di 580 gli emendamenti che i gruppi potranno segnalare per la votazione nelle commissioni Affari Costituzionali e Ambiente di Montecitorio. I gruppi hanno presentato circa 3000 proposte emendative, ma 420 sono stati dichiarati inammissibili.

«A fronte dell`ingente mole di emendamenti e dopo un confronto con i gruppi in commissione si è deciso di procedere con un numero più contenuto di emendamenti da mettere al voto. Abbiamo seguito lo schema già adottato dalla commissione Bilancio per l`esame del dl sostegni bis, aggiungendo poi 5 emendamenti a ogni gruppo e componente e ad altri 5 ai gruppi e componenti di opposizione», hanno spiegato i presidenti delle commissioni Affari Costituzionali e Ambiente della Camera, Giuseppe Brescia e Alessia Rotta.

«La raffica di decreti-legge da esaminare, ad oggi ben otto tra Camera e Senato, impone ritmi serrati e richiede una collaborazione inedita tra Parlamento ed esecutivo», hanno aggiunto Brescia e Rotta. Il termine per la segnalazione degli emendamenti da porre in votazione è fissato per le 13 di domani. Il decreto dovrà essere convertito entro il 30 luglio.

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