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Il socio della Sas si esclude senza assemblea

L’esclusione di un socio di una società di persone (un accomandatario di accomandita semplice) non richiede la convocazione dell’assemblea dei soci e l’espressione della volontà di esclusione in sede assembleare; è infatti sufficiente che l’esclusione sia decisa dalla maggioranza dei soci (a prescindere dalle modalità di espressione di tale volontà) e che essa sia comunicata al socio escluso, in modo da porre quest’ultimo in condizione di esercitare la facoltà di opposizione avanti al tribunale nel termine di 30 giorni previsto dalla legge. Lo ha deciso il Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di imprese, con ordinanza del 24 settembre 2014.
Il Tribunale osserva anzitutto che all’esclusione del socio accomandatario di una società in accomandita semplice sono applicabili (per il rinvio contenuto negli articoli 2315 e 2293 del Codice civile) gli articoli 2286 e 2287 del Codice stesso, che disciplinano le cause e il procedimento di esclusione dei soci di società di persone. Si sottolinea inoltre che l’articolo 2287 non richiede per l’esclusione di un socio la convocazione dell’assemblea, limitandosi a stabilire che l’esclusione deve essere deliberata «dalla maggioranza dei soci, non comprendendosi nel numero di questi il socio da escludere»; e che la legittimità della delibera di esclusione prescinde anche dalla preventiva convocazione del socio interessato, il quale ha soltanto il diritto di ricevere la comunicazione della deliberazione stessa al fine di poter proporre opposizione.
Questa comunicazione non richiede l’adozione di formalità specifiche o di particolari mezzi di trasmissione, sufficiente essendo qualsiasi atto o fatto idoneo a portare a conoscenza dell’interessato la deliberazione medesima. La deliberazione deve tuttavia essere motivata a pena di invalidità e contenere una specifica enunciazione dei fatti addotti a sostegno del l’esclusione, per consentire al socio la difesa in sede giudiziale.
Pertanto, la mancanza nella disciplina legale delle società personali della previsione del metodo assembleare comporta che, dovendosi adottare la delibera di esclusione di un socio (per cui è richiesta la maggioranza dei soci non computandosi tra questi quello da escludere), non è necessario che siano consultati tutti i soci o che essi manifestino contestualmente la propria volontà attraverso una delibera unitaria, ma sono sufficienti la raccolta delle singole volontà idonee a formare la richiesta maggioranza e la comunicazione della delibera al socio escluso, in modo da porre quest’ultimo in condizione di esercitare la facoltà di opporla dinanzi al tribunale.
In altri termini, per l’adozione della deliberazione di esclusione di un socio di una società personale non è necessario il rispetto del metodo collegiale, essendo sufficiente che intorno a una certa proposta si raccolgano, anche separatamente, i consensi di tanti soci, quanti bastano a formare l’unanimità ovvero la maggioranza, senza che sia necessaria una riunione previamente convocata o la concessione di un congruo termine ai soci o la determinazione degli argomenti da esaminare. L’esclusione del socio può quindi essere deliberata in modo informale.

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