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«Il sistema San Raffaele: associazione per delinquere»

MILANO — Il «sistema San Raffaele: un'associazione a delinquere». Non è il titolo di un giornale, ma di un capitolo dell'ordinanza con la quale ora il giudice dell'inchiesta sull'ospedale di don Verzé ricostruisce il «programma di depredazione sistematica» che per anni, «forse decenni», ha sottratto milioni di euro al già malandato bilancio della Fondazione. Un «vero e proprio meccanismo finalizzato a creare» un fiume nero di contanti che spariva in mille rivoli, dei quali non è ancora chiara la destinazione, ma certamente serviti anche a «soddisfare esigenze economiche personali» dei vertici dell'ospedale guidato da don Luigi Verzé e da Mario Cal, il vicepresidente suicidatosi a luglio. È il panorama che emerge dalle accuse che ieri portano in carcere l'ex direttore finanziario del San Raffaele, Mario Valsecchi, e che procurano un secondo ordine d'arresto per l'intermediario Pierangelo Daccò, in cella da un mese per concorso nella bancarotta.
Per la prima volta, nell'inchiesta sulla bancarotta da un miliardo e mezzo del San Raffaele viene ipotizzata l'associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita, alla frode fiscale, alla distrazione di beni e al riciclaggio. L'ordinanza di custodia, firmata dal gip Vincenzo Tutinelli su richiesta dei pm Laura Pedio, Luigi Osi e Gaetano Ruta, individua nel defunto Mario Cal «colui che ha orchestrato» la «intera vicenda e ne ha tenuto le redini», e in Valsecchi il «tenutario della contabilità illecita e collettore» delle somme restituite in nero dai fornitori. Valsecchi, indagato già da mesi ma che in estate aveva riempito pagine di verbali ai pm, pur se in «posizione subalterna» sarebbe stato uno snodo «ineludibile» dell'organizzazione.
Nell'associazione a delinquere i pm annoverano — oltre a Daccò, a Cal se fosse stato vivo (invece non a don Verzé al momento), al costruttore Pierino Zammarchi con la Diodoro costruzioni srl, sostituito poi da suo figlio Gianluca e dal socio di questi Andrea Bezzicheri con la Metodo costruzioni srl — anche un altro grosso fornitore del San Raffaele, Fernando Lora, rappresentante della Progetti srl, e Carlo Freschi, responsabile amministrativo della società. Ma un ruolo cruciale appare quello del fiduciario in Svizzera di Daccò, Gianluca Grenci, artefice degli «schermi societari su base internazionale» dei «flussi di denaro» per Daccò. Che si sapeva «gestisse i rapporti con la politica», ricorda un fornitore ai pm. Ma che per ora «risulta l'unico destinatario noto del sistema di denaro sporco».

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