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Il salvadanaio online sfida il bond

di Guido Plutino

Forte concorrenza e ampia dispersione nell'offerta. Davanti all'avvio dei rialzi dei tassi di riferimento Bce i principali salvadanai online hanno adottato politiche commerciali differenziate. L'aspetto positivo è che non si può certo parlare di "cartello", quello negativo è che sono in pochi ad avere scelto la strada dell'indicizzazione automatica ai provvedimenti di Francoforte. Gli intermediari hanno infatti provveduto a ritoccare verso l'alto le loro offerte, ma in molti casi hanno inventato soluzioni barocche, agendo con decisione sulla leva di marketing per conquistare nuovi clienti.

Questo rende più complessa la scelta del risparmiatore. Il tasso di interesse, infatti, non è l'unica bussola da tenere d'occhio e valutare la convenienza non è facile come sembra. Occorre infatti esaminare numerose variabili, dalla durata dei vincoli temporali agli oneri, dalle penalizzazioni previste in caso di smobilizzo anticipato al trattamento fiscale a cui sono assoggettati gli interessi. Un elemento da non trascurare, inoltre, è che alcuni depositi offrono i loro frutti (cioè gli interessi) anticipatamente, all'atto della sottoscrizione del vincolo. Quanto infine alle spese, molto spesso sono assenti o quasi, ma per attivare un deposito serve comunque un conto corrente di appoggio e questo invece prevede oneri di cui tenere conto.

La tabella che correda l'articolo riassume schematicamente le condizioni di alcune tra le soluzioni di gestione della liquidità più diffuse nel mercato. Rappresenta dunque un panorama indicativo e aggiornato, ma senza pretese di completezza. Inoltre i prodotti considerati sono diversi per caratteristiche e per il livello di operatività che consentono. Infine, nella panoramica non sono state riportate condizioni applicate per periodi di tempo molto brevi, in virtù di offerte promozionali riservate esclusivamente a nuova clientela (per approfondimenti si rinvia ai singoli siti).

Dalla panoramica sui tassi si può valutare l'efficacia dei depositi vincolati in termini di rendimento reale (cioè al netto dell'inflazione). Come prevedibile, il giudizio è positivo in particolare per i vincoli di durata più lunga, che permettono di approntare una buona difesa dei risparmi dall'inflazione. Allungare l'orizzonte comporta però alcune conseguenze che vale la pena di puntualizzare.

«Aderire a una proposta vincolata – spiega Pietro D'Anzi, general manager di Barclays global retail banking Italia – per il cliente significa rinunciare ad altre opzioni per un periodo che può arrivare a due anni. Ma in una fase di tassi crescenti secondo noi il valore dell'opzionalità è molto rilevante. Ecco perché abbiamo preferito offrire un conto corrente a tasso elevato e specialmente "a vista", lasciando le mani libere al cliente».

Il deposito a scadenza, inoltre, in un certo senso rappresenta un prodotto ibrido, i cui confini tendono a confondersi con quelli di un'obbligazione, anche per effetto di campagne pubblicitarie piuttosto aggressive. La conseguenza è che non sempre risulta chiaro che il deposito vincolato con scadenze lunghe trova un'alternativa naturale nei titoli governativi e anche in alcuni bond societari di rating elevato. «In effetti è così – riprende D'Anzi – perché il deposito vincolato rappresenta un impiego finanziario a tutti gli effetti. Dunque ci sono pro e contro da considerare: se, per esempio, sottoscrivo un deposito vincolato a due anni e dopo 18 mesi ho la necessità di smobilizzarlo, avrò la garanzia del capitale ma perderò gli interessi maturati. Se invece sottoscrivo un titolo governativo con cedole periodiche, in caso di smobilizzo anticipato avrò incassato gli interessi maturati fino a quel momento, ma per contro non ho la garanzia del mio capitale perché dovrò vendere il titolo sul mercato alla quotazione di quel giorno».

Alimentato da avversione al rischio, ripresa dell'inflazione e bassa remunerazione dei conti correnti tradizionali, il mercato italiano continua intanto a crescere a ritmo elevato. Per i risparmiatori valgono sempre i consigli di buon senso. «Due su tutti – conclude D'Anzi -: il primo è tenersi aggiornati, cercando di capire a fondo le caratteristiche dei prodotti. Questo si ottiene incrociando tutte le informazioni disponibili, da quelle fornite dagli operatori a quelle pubblicate dalla stampa. Il secondo è guardarsi intorno: il mercato della liquidità si sta svegliando, anche grazie all'ingresso di nuovi concorrenti. Le opportunità non mancano».

 

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