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Il Salone di Genova si fa in due A maggio l’Expo della nautica

Massimo Perotti, presidente di Ucina, la Confindustria della nautica, ha incassato ieri l’approvazione del direttivo per il varo di un grande Salone a Genova a maggio prossimo. Si tratta di qualcosa di più e di diverso del Salone Nautico genovese che traguarderà questo ottobre la sua 54esima edizione con qualche stanchezza, qualche malumore e qualche defezione di importanti marchi (Azimut, Baglietto e Cerri, Perini Navi) alle spalle. «Il Salone Nautico — dice Perotti — è stato importantissimo ed ha avuto grandi risultati ma a partire dal 2009 ha subito un decadimento dovuto a molti fattori, alla crisi del settore della cantieristica ma non solo. La necessità oggi è rivoluzionare la formula così come stanno facendo anche altrove, ad esempio a Miami, perché il boat-show non basta più». E per questo l’appuntamento di maggio prossimo, data scelta in concomitanza con l’Expo, elenca una serie di iniziative a larghissimo raggio: «Barche, certo — spiega il presidente di Ucina — e speriamo di vedere tutti i grandi marchi, ma anche arte, ho già preso contatti con la Biennale di Venezia perché ci siano esposizioni d’arte contemporanea nei palazzi di Genova e sport con una grande regata internazionale, poi design e cultura del mare in tutti i suoi aspetti. Life style del mare questo è il nostro tema, questo deve essere il nostro volano per portare gli stranieri a Genova». 
Insomma Ucina dà battaglia, non si rassegna alla concorrenza di Montecarlo ma soprattutto di Cannes il cui Salone è cresciuto negli ultimi anni attirando espositori importanti: «Cannes ha un porto solo e piccolo — dice Perotti —, Genova ne ha tre: quello della Fiera, il Porto Antico e il porticciolo di Sestri Ponente, possiamo creare una grande sinergia e offrire al visitatore dalle barche di concezione più avanzata, a motore e a vela, a uno spazio per l’usato». Grandi idee perché Genova, restando immutata — era evidente da qualche anno ormai — come punto di riferimento per la nautica, perdeva inesorabilmente terreno. E nella lista di Perotti c’è anche un Forum internazionale sul ruolo dell’economia del mare per combattere la fame nel mondo, in parallelo con il tema dell’Expo, e una serata di gala («con un grande tenore») il cui incasso andrà a finanziare un progetto nei Paesi più poveri del mondo.
Ma questo è il maggio della riscossa. Prima c’è l’appuntamento del primo ottobre con il Salone Nautico della tradizione. Pochi giorni fa la decisione di Azimut Benetti di non essere presente: «Mi dispiace — dice Perotti — perché la mancanza del più grande marchio mondiale di megayacht è una perdita, ma un’azienda ha diritto di fare i suoi conti e le sue scelte soprattutto in momenti difficili. Spero di rivederli a Genova in maggio. E mi fa ben sperare per il Salone di ottobre la ripresa del settore della nautica dopo cinque anni di buio. La nostra previsione è di un 2014 con il segno positivo, ad oggi siamo già a un 5,5% in più rispetto allo scorso anno». Innegabile che il test di maggio possa portare alla sostituzione definitiva del Salone Nautico old style.

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