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Il rublo tenta la via della ripresa

Al termine di una seconda riunione convocata ieri da Dmitrij Medvedev alla Casa Bianca sulla Moscova, sede del governo, il rublo ha rialzato la testa. Qualcosa era nell’aria fin dalla mattina, mentre nei centri commerciali e in banca i russi si mettevano in coda per cambiare i rubli in dollari, finché?possibile, oppure per convertirli in più utili generi di consumo:?«Posso dire – aveva chiarito il consigliere economico di Vladimir Putin, Andrej Belousov – che governo e Banca centrale hanno lavorato seriamente per porre termine ai baccanali in corso sul mercato valutario». Alla Caporetto del rublo di martedì era seguito un declino più rallentato,nell’attesa di conoscere le misure concordate con Medvedev dai ministri responsabili per l’Economia e da Elvira Nabiullina, governatore della Banca centrale. Che però, a quel lungo tavolo, non erano soli.
Alla riunione erano stati convocati i responsabili delle grandi compagnie esportatrici. A cui è stato “chiesto” un gesto di responsabilità. Il primo vice di Medvedev, Igor Shuvalov, monitorerà quotidianamente le loro vendite in valuta straniera, per poi “condividere” piani di conversione in rubli. «È nostro comune interesse portare ordine nel mercato valutario più velocemente possibile – ha detto Medvedev agli ospiti -. E non ha senso introdurre regole dure. La Russia ha le risorse necessarie per centrare i propri obiettivi».
Misure “soft”, dunque, là dove molti temevano un ritorno ai controlli di capitale. Un’occhiata alla lista dei partecipanti all’incontro, inclusa in pdf sul sito del governo russo, aiuta però a farsi un’idea della soluzione voluta da Medvedev, e naturalmente dietro di lui da Putin.
I?“rappresentanti delle compagnie esportatrici” sono gli oligarchi più importanti del Paese:?c’erano tra gli altri Aleksej Miller, capo di Gazprom;?Vagit Alekperov (Lukoil);?Vladimir Bogdanov (Surgutneftegaz);?Leonid Michelson (Novatek);?Aleksej Mordashov (Severstal);?Vladimir Potanin (Norilsk Nickel);?e naturalmente Igor Sechin (Rosneft). Invitati ancora una volta a onorare il patto stretto con lo zar tanti anni fa:?liberi di far prosperare il proprio business ma lontano dalla politica. E pronti a ubbidire alla chiamata del Cremlino in caso di bisogno, come quando venne chiesto loro di finanziare – a caro prezzo – il sogno olimpico di Sochi.
Con una mossa che magari andrà anche a intaccare il problema della fuga dei capitali all’estero, la liquidità messa a disposizione è dell’ordine delle decine e decine di miliardi di dollari:?solo le tasse pagate dalle compagnie energetiche russe garantiscono al budget russo la metà delle entrate.
La seconda parte della manovra concordata da governo e Banca centrale riguarda una serie di sette misure a sostegno del sistema bancario, volte a consentire agli istituti di credito di aumentare il proprio capitale nel 2015. Tra le novità, la possibilità per le banche di non svalutare il portafoglio degli attivi colpiti dal calo del rublo, e la fornitura di liquidità aggiuntiva in valuta, dove necessario. «Queste misure – ha commentato il vice governatore di Bank Rossii, Ksenia Yudaeva – intendono bilanciare offerta e domanda sul mercato dei cambi, cosa che aiuterà a stabilizzare più rapidamente il rublo». A metà giornata, il rallentamento del declino ormai era diventato una svolta:?con la Borsa in netta ripresa a +14% (indice Rts), la moneta russa ha guadagnato l’11% sul dollaro, riportandosi a quota 60,74 (il giorno prima era arrivata oltre 80) e a 74 rubli contro l’euro, dall’abisso di 100 toccato martedì.
Buone notizie arrivate mentre i russi cercavano invece di affrontare il crollo del rublo acquistando quanto possibile, prima di veder assottigliare ancor di più il valore dei loro risparmi e prima di veder schizzare ulteriormente i listini nei negozi. La ripresa del cambio è stata molto tempestiva, perché?oggi scenderà in campo Putin. Quest’anno la lunga maratona televisiva in cui il presidente si confronta con ogni angolo del Paese si intitola opportunamente:?“Putin otvechaet”, “risponde”. Aspettano spiegazioni da lui, un piano per affrontare il suo momento più difficile. Ma Putin potrebbe anche non fare alcun annuncio clamoroso, almeno stando a quanto ha detto ieri il suo portavoce, Dmitrij Peskov:?«Ricordate il 2008? Putin è venuto e ha detto: “Mi prendo la responsabilità di questa crisi, tutto andrà bene!” E tutto è andato bene. Speriamo in bene anche questa volta».

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