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«Il risparmio ora aiuti la crescita Più vincoli sulle criptovalute»

Il risparmio che rende troppo poco, e che invece potrebbe valere 30 miliardi per ogni punto percentuale di remunerazione, ha sostenuto il Paese. Un’Italia super indebitata, è vero, che però ispira più fiducia, non a caso lo spread tra Bund e Btp è sceso, anche grazie al cambio di passo dell’Unione europea, che ha acquistato titoli e sospeso il patto di stabilità. E poi c’è il nuovo incrocio tra finanza e digitale, annodato stretto dalla pandemia, che rischia di rendere obsolete le regole. Soprattutto se in ballo c’è il dovere costituzionale di proteggere proprio quel risparmio che ha «salvato» l’Italia.

«L’informatica finanziaria è una lampada prodigiosa dalla quale è uscito il Genio», ha detto il presidente Consob Paolo Savona nella sua consueta relazione annuale durante l’incontro (in streaming) con la comunità finanziaria. Un discorso che ha toccato l tasto della ripresa e degli sforzi dell’Italia decisa a risolvere i nodi delle riforme, a cominciare da quella fiscale, ma molto incentrato sugli interrogativi aperti dalle criptovalute e dalla crescita delle piattaforme utili allo scambio di denaro virtuale.

Un tema da sempre caro all’economista che guida la Consob, convinto che ora alle Authority non resti che la strada dell’aggiornamento. Senza capire e senza utilizzare gli stessi strumenti, sarà impossibile fare il Regolatore, integrando questi mondi nel mercato conosciuto fin qui, con le sacrosante richieste di trasparenza che vengono da tutti gli attori.

Anche perché blockchain e valute virtuali ormai fanno parte, tra luci ed ombre, della quotidianità di piccoli investitori non sempre in possesso di nozioni sufficienti per agire in sicurezza: dal luglio 2019 a oggi sono stati 462 i siti oscurati per attività illecite. Quali sono i rischi? Savona ha citato la bolla dei derivati sui mutui nel 2008 : «pur con le dovute distinzioni, è prevedibile che stia accadendo qualcosa di analogo nel mercato dei prodotti monetari e finanziari virtuali, soprattutto criptati». Senza dimenticare il nodo della cybersecurity

Ci vuole una collaborazione tra istituzioni e università.Per formare persone competenti. E, secondo Savona, ora servono «strutture di consultazione formale tra organi di governo e autorità indipendenti che imprimano un indirizzo unitario alle scelte in materia, anche in vista della posizione da assumere di fronte alle iniziative europee e internazionali».

Un primo passo, ha detto ancora, «sarebbe il recepimento della raccomandazione Cers (Comitato europeo per il rischio sistemico) del 2011. Lasciando un ruolo centrale a Banca d’Italia, in «stretto coordinamento» con Consob, Ivass e Covip e con la partecipazione del Mef.

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