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Il risiko delle polizze in banca Un affare assicurato

L’Italia è un Paese ancora fortemente ancorato al contante: non a caso si classifica al terzultimo posto in Europa per numero di transazioni con carta pro-capite, con un valore pari a 61,1, sei volte inferiore rispetto ai «primi della classe» europei di Danimarca, Regno Unito e Svezia .

«Non si tratta solo di una questione culturale — spiega Andrea Bonechi, commercialista fondatore dello studio Michelotti Bonechi e già consigliere nazionale dei commercialisti italiani —. I costi dela moneta elettronica e dei pagamenti tracciabili rimangono ancora ingiustificatamente alti. I piccoli rimborsi del cashback non bastano se si vuole incentivare una vera alternativa al contante». Intanto però non tutto è perduto. Il valore transato con carte di pagamento è cresciuto del 5,9% in media all’anno dal 2005 al 2019. Senza contare che, nell’ultimo anno, grazie alle misure del piano «Italia Cashless» e come conseguenza della pandemia Covid, le transazioni con moneta elettronica hanno subito una forte accelerazione. The European House – Ambrosetti stima che nel 2020 il valore delle transazioni con strumenti di pagamento cashless si sono ridotti solamente del 2% rispetto a -11,8% registrato nei consumi nazionali. Questo dato indica un’importante crescita dei pagamenti elettronici nel 2020 che, sebbene in valore si siano leggermente ridotti a causa della crisi, hanno avuto una performance migliore rispetto all’economia generale. Inoltre, si stima che il valore delle transazioni con carta crescerà nuovamente a partire dal 2021 e potrà superare i 425 miliardi di euro nel 2025.I vantaggi

«L’utilizzo della moneta elettronica rappresenta un’ottima forma di contrasto alla piccola evasione — continua Bonechi — ma da tempo i commercialisti suggeriscono anche la possibilità di maggiori e più ampie deduzioni per chi usa pagamenti tracciabili. Servono vantaggi fiscali e facilità di metodi di pagamento». In tale contesto, gli innovative payment (tramite smartphone, smartwatch e wearable device) hanno avuto e avranno sicuramente un ruolo importante per la spinta ai pagamenti elettronici e digitali. L’Italia è il terzo Paese europeo per numero di pos ogni mille abitanti (59,5). E anche lo scenario di chi rifiuta il pos è in miglioramento.

Secondo la survey di The European House – Ambrosetti, la percentuale di cittadini che ha riscontrato rifiuti nell’accettazione delle carte da parte degli esercenti si è infatti ridotta del 18,3% nel 2020 rispetto al 2019. Ma l’ulteriore accelerazione può esserci grazie alle numerose soluzioni innovative disponibili. «Siamo consapevoli che il mondo dei pagamenti elettronici e digitali è in una fase di evoluzione e i numeri sulle transazioni nell’ultimo periodo ce lo confermano — afferma Marco Torresani, ceo di Argentea — Per questo motivo, abbiamo deciso di realizzare AMoneyPay, una soluzione innovativa: un unico dispositivo pos per incassare tutte le forme di pagamento: dalle transazioni con carta “tradizionali”, alternative payments e buoni pasto elettronici. L’esercente potrà analizzare i vari flussi e decidere in autonomia a quali banche indirizzare i propri incassi per ottenere importanti ottimizzazioni sui costi».

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