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«Il rilancio Fiat con cinque modelli»

«Produrremo cinque nuovi modelli con il marchio Fiat entro i prossimi due anni — dice Alfredo Altavilla, capo di Fiat/Chrysler per la regione Emea —, quattro della famiglia 500 e una nuova versione derivata dalla Panda, vetture che saranno sviluppate su pianali differenti». Altavilla, 50 anni da poco compiuti, dal 1° novembre 2012 si occupa dei mercati del Medio Oriente, dell’Africa e, soprattutto, di quello europeo, in costante recessione dal 2008.
Siete accusati di non aver modelli, di non aver investito nel futuro e ora questa sorpresa?
«Stiamo ridisegnando il dna del marchio Fiat con il chiaro obiettivo strategico di posizionarlo in una fascia premium di mercato. Per far questo ci stiamo focalizzando sulle nostre due famiglie di maggior successo: 500 e Panda».
Il programma non è troppo ambizioso?
«È coerente con l’ambizioso obiettivo, chiaramente indicato da Sergio Marchionne, di ritornare a generare redditività nell’area Emea nel 2015. Grazie alla crescente integrazione con Chrysler disponiamo delle risorse umane e finanziarie per lavorare a questo programma. I primi riscontri li abbiamo proprio dalla famiglia 500. Infatti la quota nel mercato europeo quest’anno è la più alta degli ultimi cinque anni, nonostante l’arrivo di numerosi e aggressivi competitor . Anche la 500 L, a pochi mesi dal lancio, è seconda, per immatricolazioni, nel suo segmento in Europa e in Italia ha una quota dominante di oltre il 40% . La Panda è la vettura di segmento A più venduta nel nostro Continente, dove una macchina su tre è Fiat, o Panda o 500».
Gli analisti vi contestano proprio questo, di fare solo 500 e Panda.
«Stiamo capitalizzando il nostro successo e le future scelte di prodotto puntano esattamente a questo. La Panda avrà delle sorelle, a cominciare da una nuova versione ancora più “cattiva” della 4×4, avrà contenuti ancora più fuoristradistici, per competere con quei grandi Suv che poi si fermano con tre centimetri di neve, ad eccezione delle Jeep ovviamente…».
Ma punterete sempre e solo al segmento A?
«Con il marchio Fiat stiamo ridefinendo la presenza all’interno dei nostri tradizionali segmenti quali il B ed il C e lo faremo con l’evoluzione della famiglia 500. Il segmento delle vetture compatte, in particolare, ha ormai perso la caratterizzazione mainstream e si sta sempre più trasformando con l’introduzione di Suv compatti e Crossover. Con 500X interpreteremo questa nuova tendenza con due diverse soluzioni».
Ma non avverrà una sovrapposizione con la 500L e la 500L Living?
«No. Siamo stati molto attenti allo stile, alle dimensioni e alle caratteristiche tecniche per differenziare le due macchine. Anche il profilo della clientela è totalmente differente».
Come intendete coprire la fascia B, quella della Punto?
«Anche nel segmento B stiamo assistendo a una profonda trasformazione. Tutte le Case faticano a raggiungere gli obiettivi con vetture tradizionali. La nostra strategia è quella di rispondere alle nuove tendenze ispirandoci al nostro modello più simbolico».
Ma allora il quinto modello che ha annunciato qual è?
«La 500 avrà, ovviamente, un’evoluzione che non stravolgerà lo stile esterno, l’elemento principale del suo successo globale, ma sarà rivoluzionaria nei contenuti».
E Lancia?
«Lancia continua ad avere una presenza importante in Italia, che si sta ampliando grazie alla nuova Ypsilon. Su questi risultati intendiamo continuare a focalizzarci cogliendo eventuali opportunità che si presenteranno nel resto d’Europa».
Quali novità nel futuro del marchio Jeep?
«Il 2014 sarà l’anno del brand Jeep: avremo importanti novità di prodotto con l’arrivo del Suv di segmento B prodotto a Melfi, del nuovissimo Jeep Cherokee e di alcune versioni speciali di Jeep Wrangler. Sarà il marchio che saprà darci grandi soddisfazioni anche in Europa».
L’argomento Alfa Romeo è tabù?
«Così come per il marchio Maserati, per avere successo il brand Alfa Romeo dovrà essere non solo attraente ma dovrà rappresentare lo stato dell’arte sotto il profilo tecnico. Ci muoviamo in questa direzione e la 4C ne è il primo esempio. La vera sfida rimane l’ingresso in America e il consolidamento in Asia».
La situazione europea, italiana in particolare, non la preoccupa?
«La crisi nel 2013 ha toccato il fondo sia in termini di caduta della domanda, sia per la competizione dei prezzi. Non ci siamo fatti trascinare in questa guerra perché avremmo ucciso il valore dei marchi. La nostra prima preoccupazione è stata quella di sostenere la rete di vendita che ringrazio perché ci accompagna e supporta con impegno. Non sottovalutiamo la gravità del momento, una buona percentuale delle reti di vendita chiude in perdita per il terzo anno consecutivo, faticando a trovare finanziamenti. Noi abbiamo, come tutti i costruttori, necessità di una rete sana che renda possibile il percorso da compiere. Ognuno farà la sua parte e anche la nostra rete di vendita dovrà subire una profonda trasformazione».
Lei si occupa anche di accordi internazionali, in Russia e in Cina si sono trovati i partner giusti?
«Per la Cina non c’è al momento nessuna novità di rilievo. In Russia il mercato dei veicoli commerciali è particolarmente interessante. Contiamo di finalizzare entro poche settimane un’importante collaborazione».

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