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Il rilancio di Alitalia: 310 assunzioni Aerei e livree nuove per la svolta

Ogni rilancio ha bisogno di un simbolo. Per la nuova Alitalia dell’era Etihad è il restyling degli aerei: fusoliera tutta bianca, in pensione la vecchia banda verde lungo i finestrini. E poi la nuova livrea, lo scudetto tricolore che finora copriva la parte alta del timone e adesso scende giù, passando sotto la pancia dell’apparecchio. Aeroporto di Fiumicino, hangar Avio 7, luci soffuse e finger food: per svelare il primo Airbus 330 dal nuovo design arriva il presidente del consiglio Matteo Renzi, che sintetizza su Twitter: «Presentati i nuovi aerei. Sembrava impossibile due anni fa. Ma Alitalia torna in pista, pronta su nuove rotte. Vola Alitalia, viva l’Italia». 
Sarà una coincidenza ma poche ore prima l’azienda ha chiuso un accordo per 310 assunzioni, tra personale di terra e addetti alla manutenzione. Sono contratti a termine o dipendenti ripescati dalla mobilità che entrano con il nuovo contratto a tutele crescenti, quello del Jobs act . Dopo anni di lacrime e sangue è un segnale importante. Il percorso, però, è ancora lungo. L’amministratore delegato Silvano Cassano conferma che l’obiettivo è «tornare a fare utili nel 2017», mentre per quest’anno ci si concentrerà ancora sulla riduzione dei costi. Il presidente Luca Cordero di Montezemolo ricorda che solo pochi mesi fa l’azienda era «tecnicamente fallita» mentre adesso comincerà a portare «l’Italia nel mondo e il mondo in Italia perché Alitalia è l’immagine del Paese e il turismo è fondamentale per la ripresa». Poi il presidente parla di Sky team , l’alleanza che riguarda anche AirFrance e Klm: «L’obiettivo non è uscire dall’accordo ma stiamo discutendo perché non vogliamo essere penalizzati».
Sul palco c’è pure James Hogan, il pragmatico australiano che guida Etihad. Torna a dire che Alitalia è un «marchio sexy», aggiunge che la compagnia «può essere una delle migliori in Europa e nel mondo». Come? Hogan ripete più volte « no politics », niente politica, solo business. E allora non resta che rimboccarsi le maniche in un settore dove la concorrenza morde ogni giorno. Entro il 2017, con un investimento di 350 milioni di euro, tutti i 120 aerei della compagnia saranno portati al livello del nuovo Airbus presentato ieri. Wi-fi su tutti quelli a lungo raggio, nuovi interni con più intrattenimento anche nella classe economy, una business class trasformata in un concentrato di made in Italy, da Poltrona Frau a Frette passando per Ferragamo. Cambieranno anche le rotte, coprendo quei buchi che negli anni hanno contribuito a portare altrove i turisti attirati dall’Italia. Ieri è partito il primo Roma-Seul, dopo l’estate arriverà il Roma-Pechino, l’anno prossimo toccherà a Città del Messico. Prima però ci sono altri guai da risolvere: «Dall’incendio del mese scorso a Fiumicino — dice l’ad Cassano — abbiamo avuto un danno per decine di milioni». Chiederete i danni? «Ora non pensiamo a fare cause, piuttosto a lavorare con spirito costruttivo per il bene di Alitalia». Sta arrivando l’estate con il suo carico di turisti. Vietato distrarsi.
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