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Il registro dei revisori alla Consip

La tenuta del registro dei revisori legali dei conti passa alla Consip, la società per azioni del ministero dell’economia e delle Finanze (Mef). Il provvedimento che si occupa del passaggio delle competenze, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, sarebbe al vaglio della Corte dei conti che lo avrebbe anche registrato in data 18 aprile.

Una scelta, quella di chiudere dopo cinque anni (dlgs 28/2006) con la gestione amministrativa esclusiva da parte del consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, già anticipata ai vertici della professione economico contabile con una lettera il 20 marzo 2012 dalla Ragioneria dello stato. Nella missiva avente ad oggetto l’attuazione del decreto legislativo 27 gennaio 2010 n. 39 in materia di revisione legale dei conti, oltre a comunicare la scelta della Consip quale soggetto «più idoneo», il ragioniere Mario Canzio, «tenuto conto dell’esigenza di avviare le attività necessarie alla presa in carico dei predetti registri, chiede al Consiglio nazionale la disponibilità a un incontro finalizzato a definire le modalità di transizione delle funzioni relative alla tenuta dei registri, ivi compresa la messa a disposizione del patrimonio informativo di pertinenza dei revisori contabili e la consegna dei relativi archivi documentali, cartacei ed elettronici». Incontro che sarebbe già avvenuto nelle settimane scorse almeno con il personale della società unipersonale del Cndcec. A distanza di oltre due anni quindi, trova conferma quanto già anticipato da ItaliaOggi il 1° dicembre 2009 durante l’iter di approvazione del decreto legislativo di recepimento della direttiva 2006/43/Ce in materia di controllo contabile. La relazione tecnica del provvedimento, infatti, spiegava: «Attualmente il registro dei revisori e il registro del tirocinio, istituiti presso il ministero della giustizia, sono tenuti dal consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili; mentre l’albo speciale delle società di revisione di cui all’articolo 161 del Tuif è tenuto e vigilato dalla Consob. Nello schema di decreto l’autorità pubblica responsabile dell’abilitazione e dell’iscrizione nel registro è denominata ”Autorità di vigilanza”, riferendosi con tale espressione al ministero dell’economia e delle finanze che agisce d’intesa con il ministero della giustizia». E ancora, la previsione nel dlgs che «l’Autorità potrà avvalersi su base convenzionale di enti pubblici o privati per lo svolgimento dei compiti elencati, anche di indagine e accertamento» non lasciava già allora dubbi circa un deciso cambiamento di rotta.

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