Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il regime premiale si allarga

Studi di settore: il regime premiale continua ad ampliarsi restando però inaccessibile ai professionisti. Sale infatti a 116 il numero degli studi di settore che nell’anno 2013 potranno beneficiare del regime di favore introdotto dal dl 201/2011 ma di questi nemmeno uno riguarda le attività professionali. L’ampliamento dei soggetti beneficiari del regime di favore è arrivato grazie ad un provvedimento direttoriale firmato ieri dal direttore vicario Marco Di Capua.

Con l’incremento del numero degli studi di settore ammissibili (tra questi commercio al dettaglio di carburanti per autotrazione, tintorie e lavanderie, commercio al dettaglio abbigliamento, calzature e accessori) aumenta anche la platea di contribuenti che potrebbero beneficiare del regime. Secondo le stime dell’Agenzia delle entrate tale platea può raggiungere quota 1.450.000 contribuenti.

Quanto alla esclusione delle professioni, che a tre anni da debutto della normativa di favore continuano a restare fuori dai potenziali benefici del regime, il provvedimento di ieri spiega come l’esclusione stessa sia dovuta alla particolare funzione di stima prevista per gli studi di settore di tali attività che non riesce a cogliere appieno i possibili casi di omessa fatturazione.

Tornando ai contenuti del provvedimento è bene ricordare che per accedere al regime premiale i contribuenti ai quali si applicano uno dei 116 studi ammessi per l’anno 2013, devono, contemporaneamente, dichiarare un ammontare di ricavi pari o superiore a quelli calcolati dallo studio, risultare in regola con gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ed essere coerenti e normali con gli specifici indicatori previsti dallo studio di settore.

Il provvedimento direttoriale ricorda che potranno accedere al regime premiale anche i contribuenti che raggiungeranno la congruità per effetto di adeguamento mentre, ovviamente, la coerenza e la normalità dovranno essere raggiunte solo naturalmente sulla base dei dati strutturali e contabili.

Quanto ai benefici del regime il provvedimento ricorda come gli stessi sono rappresentati dall’esclusione dagli accertamenti di tipo analitico-presuntivi basati su presunzioni semplici, dalla riduzione di un anno dei termini per l’accertamento e dell’innalzamento della franchigia da accertamento sintetico che può essere effettuato solo se il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo, anziché un quinto, quello dichiarato.

Relativamente ai criteri che hanno guidato la scelta degli studi di settore da ammettere per l’anno 2013 ai benefici del regime premiale non si notano differenze sostanziali rispetto agli anni precedenti. Gli studi di settore ammessi al regime sono stati infatti individuati sulla base della presenza di alcune tipologie di indicatori di coerenza economica.

Più in dettaglio la scelta è caduta sugli studi di settore per i quali risultano approvati almeno quattro indici di coerenza economica riferibili all’efficienza e produttività del fattore lavoro, all’efficienza e produttività del fattore capitale, all’efficienza nella gestione delle scorte di magazzino, di redditività e di struttura.

Altri studi di settore sono stati invece inclusi in presenza di almeno tre delle tipologie di indici di coerenza sopra indicati alle quali si aggiunge l’indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti. Altri studi di settore sono stati invece selezionati perché riferibili a settori economici per i quali sono state stimate percentuali di valore aggiunto del sommerso economico inferiori a quella stimata per il totale dell’economia dall’apposito gruppo di lavoro «economia non osservata e flussi finanziari».

Nel comunicato stampa che accompagna il provvedimento direttoriale sono contenute anche alcune stime effettuate dalla Sose circa gli effetti dell’applicazione del regime premiale introdotto dall’articolo 10 del dl n. 201/2011. In particolare secondo la società per gli studi di settore, grazie all’applicazione del suddetto regime, i ricavi dichiarati dai contribuenti sono aumentati di 1,8 miliardi di euro mentre allo stesso tempo i redditi dichiarati hanno subito un balzo in avanti di 815 milioni di euro.

Se questi dati stimati troveranno conferma ufficiale il regime premiale avrebbe raggiunto uno dei suoi principali obiettivi: fare compliance dichiarativa.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa