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Il redditometro mette la freccia

di Andrea Bongi 

Il redditometro ha già «sorpassato» gli studi di settore. Nell'anno 2010 gli accertamenti con determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche si è infatti attestato a quota 30.443 contro i 30.219 accertamenti effettuati nei confronti dei soggetti non congrui agli studi di settore.

Un vero e proprio «ribaltone» se si pensa che soltanto nell'anno 2009 il numero di accertamenti da studi di settore superava quota 56 mila rappresentando quasi il doppio degli accertamenti sintetici (28.316). A testimoniare l'avvenuto sorpasso sono i dati diffusi dalle Entrate in ordine ai risultati raggiunti dall'azione di contrasto all'evasione fiscale nell'anno 2010 (si veda ItaliaOggi del 30 marzo scorso e articolo a fianco).

Molteplici sono le ragioni del passaggio di consegne fra studi di settore e redditometro. Una per tutte. La crisi economico-finanziaria che ha colpito negli ultimi due anni le imprese e i professionisti. L'introduzione dei correttivi congiunturali anticrisi se da un lato ha consentito la sostanziale tenuta degli studi di settore ed i meccanismi di compliance fiscale impliciti agli stessi, dall'altro ne ha sicuramente sconsigliato, almeno nel breve periodo, un utilizzo massiccio in sede di accertamento.

Ma l'esame dei dati diffusi dalle Entrate non riguarda solo gli studi di settore e il redditometro.

Di sicuro interesse sono infatti le indicazioni in ordine, per esempio, ai versamenti distinti per tipologia di contribuente in relazione alle attività di accertamento e controllo formale delle dichiarazioni presentate. I dati evidenziano infatti come la platea dei «grandi contribuenti» sia quella che, in percentuale e in valore assoluto (1.462 milioni di euro pari al 32% del totale), contribuisce maggiormente alle entrate erariali. A fronte di tale gettito recuperato i grandi contribuenti costituiscono solo una minima parte del numero complessivo degli accertamenti Iva, Ii.Dd. e Irap eseguiti nel corso dell'annualità 2010. Su un numero complessivo di ben 705.580 accertamenti i grandi contribuenti sono risultati destinatari infatti di «solo» 2.609 verifiche. In questa speciale classifica il gradino più alto del podio spetta alle persone fisiche con oltre 467 mila accertamenti mentre il secondo posto è delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi che hanno subito oltre 219 mila verifiche nel corso del 2010.

Per la prima volta i dati diffusi dalle entrate forniscono inoltre un dettaglio puntuale in ordine alle entrate derivanti dalle varie tipologie di definizione agevolata. Nell'anno 2010 gli accertamenti con adesione hanno rappresentato la forma principale di definizione scelta dai contribuenti con una percentuale del 47% sul totale. Dopo gli accertamenti con adesione i contribuenti scelgono le acquiescenze agli accertamenti di cui all'articolo 15 del dlgs 218/97 che è sono state utilizzate nell'anno 2010 nel 23% dei casi.

In continua crescita sia in termini numerici che di recupero per le casse dell'erario l'attività delle Entrate in materia di accertamenti nei confronti dei soggetti che hanno indicato un credito Iva in dichiarazione. Nel 2010 il numero di accertamenti eseguiti nei confronti di questi soggetti è infatti cresciuto del 5% rispetto al 2009 attestandosi a quota 99.783. A fronte di tale incremento numerico la maggiore Iva a debito accertata è cresciuta del 16% mentre i minori crediti accertati sono anch'esso saliti di un 7% sempre in confronto con l'annualità 2009.

Saldi in costante crescita anche per quanto riguarda l'utilizzo da parte del fisco delle indagini finanziarie. Sempre più spesso infatti le attività di accertamento vengono assistite da controlli sui conti correnti dei contribuenti sottoposti a verifica fiscale con risultati di sicuro interesse per le casse dell'erario. Nel 2010 il numero di questi particolari metodi d'indagine è cresciuto del 7% passando da 8.756 del 2009 a 9.371.

Interessanti infine i dati relativi ai risultati raggiunti dal fisco sul fronte del controllo dei crediti indebitamente utilizzati in compensazione dai contribuenti. Dopo le misure restrittive introdotte in tale ambito dal dl 185/2008 i risultati su questo particolare fronte di attività non si sono fatti attendere. Nel corso del 2010 a fronte di un numero di accertamenti pressoché identici a quelli effettuati nel 2009 (circa 6.700) il gettito per le casse erariali è incrementato invece del 28% passando da poco di 228.800 migliaia di euro a 291.840 migliaia di euro.

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