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Il redditometro come gli studi

di Andrea Bongi 

Un redditometro come gli studi di settore. Sul maggior reddito accertato sinteticamente si pagheranno infatti sia i contributi previdenziali sia l'Irap e probabilmente anche l'Iva. Rafforzamento dei controlli mirati tramite utilizzo appropriato e completo degli elementi contenuti nell'anagrafe tributaria. Potenziamento e razionalizzazione della tracciabilità dei pagamenti e della fatturazione elettronica. Revisione del contenzioso tributario con estensione della conciliazione giudiziale ai giudizi di appello e introduzione di procedure stragiudiziali per la definizione delle liti di minore importo. Sono queste le misure in materia di rafforzamento delle attività conoscitive e di controllo e di revisione del contenzioso tributario contenute nel disegno di legge delega di revisione del sistema fiscale che sarà esaminato dal consiglio dei ministri prima di Pasqua.

Accertamento sintetico a tutto campo. Uno dei principali obiettivi in tema di potenziamento delle attività di controllo fiscale riguarda l'ampliamento degli effetti dell'accertamento sintetico. Attraverso l'introduzione di una specifica disposizione legislativa il disegno di legge delega si pone quale obiettivo quello di far assumere, in via presuntiva, al maggior reddito accertato sinteticamente rilevanza anche ai fini degli obblighi contributivi e delle altre imposte dovute dal contribuente sulla base della natura dell'attività dallo stesso svolta. Ciò significa che se il contribuente svolge un'attività d'impresa o di lavoro autonomo sul maggior reddito sintetico si dovranno pagare i contributi previdenziali alla cassa di appartenenza, l'imposta regionale sulle attività produttive e, probabilmente, anche l'Iva. Si completa così quel lento ma inesorabile processo di assimilazione del redditometro agli studi di settore iniziato con l'articolo 22 del dl 78/2010. Alla fine le differenze fra i due strumenti di accertamento, saranno davvero impalpabili, tranne una: la valenza di presunzione relativa degli scostamenti redditometrici a differenza di quella semplicissima degli studi di settore.

Potenziamento attività conoscitive e di controllo. Il rafforzamento delle attività di intelligence preventive rispetto alle operazioni di verifica vera e propria sarà attuato con un utilizzo mirato e appropriato dei dati e degli elementi contenuti nella banche dati dell'anagrafe tributaria gli uffici dovranno perseguire il miglioramento dell'efficacia delle metodologie di controllo. Miglioramento che dovrà passare anche dall'ampliamento delle sinergie con altre autorità pubbliche al fine del reperimento di dati e informazioni utili alle attività di selezione e analisi del rischio fiscale. Tenuto conto della delicatezza della fase di analisi e selezione preventiva dei contribuenti da sottoporre a verifica fiscale, il disegno di legge, recependo forse i recenti moniti del Garante della privacy, si preoccupa anche di introdurre specifici obblighi normativi in grado di garantire l'assoluta riservatezza di tali attività da estendersi fino alla completa definizione dell'accertamento.

Al tempo stesso le attività di verifica dovranno essere effettuate in modo da ridurre al minimo gli ostacoli al «normale svolgimento dell'attività economica del contribuente» garantendo in ogni caso il rispetto del principio di proporzionalità al quale è costituzionalmente ispirato il nostro sistema tributario.

Anche il contraddittorio fra fisco e contribuente dovrà acquisire sempre maggiore cittadinanza nel nostro sistema con l'introduzione dello stesso anche nelle fasi di indagine e in quelle successive di accertamento e liquidazione.

Tra gli altri obiettivi della delega figura poi il sistema della cosiddetta tracciabilità dei pagamenti che dovrebbe essere ulteriormente rafforzata e razionalizzata. In un'ottica di semplificazione e di adeguamento del sistema tributario viene inoltre previsto anche il potenziamento dell'utilizzo dei sistemi di fatturazione elettronica.

Revisione del contenzioso tributario. Perché in ambito tributario vi possa essere certezza del diritto è necessario che il contenzioso sia rapido ed efficace. È sulla base di questa linea di principio che si muove la legge delega in materia di revisione del contenzioso tributario. Per raggiungere un tale risultato è necessario migliorare sia l'efficienza delle commissioni tributarie sia la professionalità dei collegi giudicanti. Per accelerare i tempi dei giudizi la legge delega prevede due tipologie di interventi: estensione della conciliazione giudiziale e introduzione di procedure stragiudiziali per le cosiddette liti minori.

Quanto alla conciliazione giudiziale l'intervento proposto è quello di estendere il suo utilizzo anche ai giudizi presso le commissioni tributarie regionali e ai giudizi di revocazione. In relazione alla procedure stragiudiziali invece la delega fiscale prevede che le stesse siano applicabili alle liti di modesta entità senza, per adesso, dare alcuna indicazione di valore. È tuttavia da presumere che il limite quantitativo sarà quello dei 20 mila euro attualmente oggetto delle definizioni straordinarie previsti dagli ultimi interventi legislativi.

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