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“Il reddito non basta per due famiglie su tre”

È AUMENTATO invece il numero di coloro che dispongono di un reddito insufficiente a coprire i consumi. In una parola, ci sono più poveri e in pochi sono sempre più ricchi.
La Banca d’Italia lancia l’allarme: la recessione colpisce duro e s’abbatte soprattutto sui più deboli. In due studi “occasional paper”, così si chiamano – gli economisti del governatore Ignazio Visco esaminano gli effetti della crisi e i contraccolpi in termini di ricchezza e risparmio. Da entrambi emergono dati preoccupanti. Per esempio che negli ultimi vent’anni la quota di poveri tra i giovani sotto i 35 anni sfiora il 20%, il triplo di quel che era nel 1991 mentre è raddoppiata tra gli affittuari: quasi uno su tre (33,8%) se la passa male. E ancora: che questo 65% che annaspa e non riesce ad arrivare a fine mese (dati 2010) era al di sotto del 40% nel 1990. Le ricerche segnalano anche che la quota di famiglie che ritiene di avere effettive possibilità di risparmio si colloca ora su livelli storicamente bassi, intorno al 30% mentre era al 50% all’inizio degli anni ‘90. E, non ultimo: quel 4% in meno nel saggio di risparmio registrato tra il 2007 e il 2011 è avvenuto mentre, nello stesso periodo, in Francia e Germania la situazione è rimasta stazionaria.
Ma in tempi di vacche magre accade anche che la ricchezza si concentra in poche mani col risultato che aumentano le disuguaglianze. Nel linguaggio degli esperti, tra il 2008 e il 2010 la quota di ricchezza netta posseduta dalle famiglie a basso reddito è diminuita a vantaggio della classe più elevata. L’esigua frazione di ricchezza detenuta dai nuclei giovani, si è ridotta ulteriormente. In termini percentuali: la ricchezza netta detenuta dal 10% più abbiente è risalita tra il 2008 e il 2010 dal 44 al 46,1%. Nel 2010 il 9% delle famiglie italiane aveva un reddito basso e, in caso di perdita del lavoro, una ricchezza finanziaria sufficiente per vivere a livello della linea di povertà per appena sei mesi. Fra i giovani la percentuale è il 15% mentre sale al 26% per gli affittuari.
La fotografia dell’Italia che emerge da questi studi disegna un paese in sofferenza. Tra le tante cifre rielaborate dagli economisti di via Nazionale colpisce un grafico sul reddito familiare effettivo mensile e quello necessario.
Ebbene, tra le due curve c’è un ampio divario, una «forbice »: l’effettivo si colloca intorno ai 2000 euro al mese, quello necessario, invece, oscillerebbe sui 2.300. In questa situazione, ovviamente, molte famiglie non riescono proprio a risparmiare. Eppure in via precauzionale vorrebbero, specie di fronte alla crisi che spazza via il lavoro.
I dati della Banca d’Italia preoccupano i sindacati e allarmano i consumatori. Adusbef parla di «famiglie taglieggiate ». Coldiretti calcola in 26 milioni gli italiani che vanno a caccia dei prezzi più bassi facendo lo slalom tra negozi, supermercati o discount, ma anche sperimentando canali alternativi, dagli acquisti on line a quelli effettuati direttamente presso il contadino.

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