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Il rally dei petroliferi traina le Borse

Il rientro dalle vacenze pasquali è stato all’insegna dei rialzi per le Borse europee. Ieri tutti i principali indici continentali hanno registrato guadagni sostenuti grazie soprattutto alla spinta del settore petrolifero. L’indice di comparto Stoxx 600 Oil&Gas ha chiuso le contrattazioni con un +4,09% che ha fatto da traino a tutto il mercato azionario europeo. Una performance legata al recente “rimbalzo” del prezzo del petrolio che è stato particolarmente sostenuto nel giorno di Pasquetta. Lunedì il prezzo del Brent ha registrato il suo maggior rialzo giornaliero (+5,77%) da due mesi a questa parte in seguito alla decisione dell’Arabia Saudita di voler alzare il prezzo per il greggio esportato in Asia. Una decisione che è stata interpretata come il segnale di una ripresa della domanda potenzialmente positiva per le depresse quotazioni del greggio e, di riflesso, per gli utili delle società petrolifere. Le azioni delle società Oil&Gas, oltre che rimettersi al passo dopo il rally di lunedì, hanno poi beneficiato dell’ulteriore spinta al rialzo sul greggio arrivata ieri dopo che l’ente americano per l’energia (Eia) ha tagliato le stime sulla produzione Usa ed alzato quelle sulla domanda globale. 
I petroliferi trainano i listini
Non c’è da stupirsi quindi se tra i migliori titoli di giornata a Piazza Affari ci fossero quelli di Saipem (+6,72%), Tenaris (+4,45%) e che la prima società per capitalizzazione del listino, cioè il colosso petrolifero Eni, abbia messo a segno un rialzo del 3,86 per cento. Numeri che hanno fatto da traino all’intero listino milanese. Ieri Piazza Affari ha chiuso gli scambi con un guadagno dell’1,71 per cento. Performance peraltro in linea con le altre piazze europee che, con l’eccezione di Madrid (+0,83%), hanno messo a segno tutte incrementi superiori al punto percentuale: tra le maggiori piazzae Parigi ha guadagnato l’1,38%, Francoforte l’1,15% mentre Londra ha realizzato un +1,88% beneficiando anche degli acquisti che hanno premiato anche il settore minerario (+3,24%) i cui maggiori esponenti sono quotati proprio sulla piazza di Londra.
Le attese sulla stretta Fed
Un altro elemento che ha giocato a favore del rally dei petroliferi e dei minerari è la scommessa sulle mosse di politica monetaria della Federal Reserve che, influenzando l’andamento del dollaro, sono cruciali nel determinare il prezzo delle commodities. Se in questi mesi la scommessa di una stretta monetaria da parte della Fed aveva rafforzato il dollaro ed esercitato pressione al ribasso sui prezzi delle materie prime, nelle ultime sedute si sta vedendo un’inversione di rotta. Soprattutto dopo i dati sul mercato del lavoro pubblicati venerdì scorso. Numeri che sono stati inferiori alle stime e che pertanto hanno alimentato l’aspettativa di tempi più lunghi per la stretta monetaria della Fed.
Tassi negativi per Madrid
Forte propensione al rischio anche sui mercati obbligazionari: gli investitori hanno preferito i più redditizi bond di Italia e Spagna a quelli tedeschi. Si capisce così perché ieri il differenziale di rendimento tra Bund e BTp sia sceso attestandosi in chiusura a quota 101. Quanto al mercato primario occorre segnalare l’ottimo esito dell’asta spagnola a sei mesi che ha visto i rendimenti scendere per la prima volta sotto zero. Nello specifico Madrid ha collocato 725 milioni di bond semestrali con il tasso a -0,002 per cento. La Spagna è il secondo Paese periferico dopo l’Irlanda a raggiungere questo traguardo. Giornata molto positiva infine per i bond greci ieri molto gettonati dopo che il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis ha rassicurato il fondo monetario internazionale sul rimborso degli aiuti. Particolarmente marcata la flessione dei rendimenti dei titoli a breve scadenza: il tasso del triennale nel giro si una seduta è sceso dal 23,5 al 20,8 per cento.
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