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Il Qe «accelerato» fa volare le Borse

Mentre gli investitori attendevano l’indice Zew tedesco (che misura il clima di fiducia sull’andamento economico in Germania) a conquistare la scena finanziaria di giornata è stato Benoit Coeuré, membro del board Bce, che ha annunciato che la banca centrale a maggio e a giugno rafforzerà il quantitative easing aumentando gli acquisti di titoli di Stato. Questo perché in estate è probabile che la liquidità andrà calando, mettendo a rischio il ritmo con cui è previsto il piano di espansione monetaria dell’istituto di Francoforte, che prevede un’iniezione monetaria mensile di 60 miliardi di euro (di cui circa 45 in titoli di Stato).
Manna dal cielo per i mercati finanziari che, dopo le frasi del francese, non solo hanno scacciato i dubbi sulle intenzioni della Bce di tenere fede alle indicazioni fornite lo scorso marzo (acquisto di titoli almeno fino a settembre 2016) ma hanno avuto anche in regalo un nuovo elemento nella formula del «Qe»: da adesso e fino a giugno la Bce acquisterà più titoli di quanto previsto. Questo ha dato spazio all’apertura di nuove posizioni rialziste, perlomeno nel breve periodo. Il Ftse Mib ha guadagnato il 2,22%, come il Dax 30 di Francoforte (+2,23%). Più fredda Londra (+0,38%) nel giorno in cui si è scoperto che ad aprile la Gran Bretagna è finita in deflazione, come non accadeva dal 1960. La Borsa di Londra, a differenza dei listini dell’Eurozona, non ha potuto beneficiare della svalutazione dell’euro che ha ceduto in una seduta l’1,5% nei confronti del dollaro scivolando da 1,131 a 1,114. Il contestuale rafforzamento del dollaro – dovuto anche a dati macro positivi negli Usa, dove ad aprile i permessi edilizi sono cresciuti di oltre il 10%, a quota 1,143 milioni di unità, il livello più alto da giugno 2008 – ha indebolito il valore delle materie prime il cui prezzo viene stabilito in biglietti verdi. Il petrolio Wti ha chiuso la quinta seduta consecutiva in ribasso, sotto i 60 dollari, e il Brent sotto quota 65.
Borse europee in rialzo, euro in calo e materie prime (quotate in dollari) in calo. Le correlazioni che vanno di moda in questo momento nelle sale finanziarie ieri si sono concretizzate senza intoppi. Compreso il quarto elemento, gli acquisti sui titoli di Stato dell’Eurozona in un ritrovato clima positivo dopo le ultime settimane di riassestamento. Lo spread BTp-Bund è sceso di 5 punti base a 121, questo nonostante siano ripresi gli acquisti sul Bund (il cui rendimento è sceso da 0,64% 0,59%). Ma gli acquisti sui BTp sono stati più consistenti, tali da far scendere il rendimento del decennale italiano di 10 punti base, all’1,8%. Così è passato in secondo piano il flop dell’indice Zew tedesco (a maggio la fiducia di analisti e investitori è scesa a 41,9 da 53,3 di aprile,contro attese pari a 49). Mentre è proseguito il balletto di dichiarazioni sulla Grecia. Dopo 111 di giorni di negoziati i mercati ne sono un po’ assuefatti. Non ha creato quindi grandi scosse l’ultimatum di 12 giorni concesso da Angela Merkel e François Hollande a Tsipras per arrivare a un’intesa che consenta lo sblocco dei 7,2 miliardi di aiuti senza i quali Atene non può più pagare stipendi e pensioni.

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