Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il Qatar tratta l’acquisto di Valentino

Il rosso Valentino potrebbe assumere presto una sfumatura araba. Che la maison non fosse più italiana è cosa nota dal 2007, ma che la proprietà potesse trasferirsi fuori dall’Europa è novità di questi giorni. Dopo alcune indiscrezioni, ieri, è arrivata una conferma parziale da parte di Valentino Fashion Group (Vfg): «È stato garantito un periodo di trattative in esclusiva – che avrà termine durante il mese di luglio – a uno dei potenziali compratori, che ha espresso interesse per l’elevato potenziale di Valentino nel lungo periodo», recita un comunicato a firma Stefano Sassi, ad della società. Il potenziale compratore, peraltro, ha già un’identità, secondo le indiscrezioni che rimbalzano tra mondo arabo e ambienti londinesi. Si tratta della famiglia reale del Qatar, che opera attraverso diverse società e fondi.
D’altra parte l’investment period per il private equity paneuropeo Permira era ormai finito. Il fondo aveva acquisito la casa di moda nel 2007 e due anni dopo aveva proceduto alla ristrutturazione del debito attraverso la ricapitalizzazione della società, dopo la scissione dal marchio tedesco Hugo Boss. Una riorganizzazione che aveva dato nuovo impulso allo sviluppo industriale della griffe italiana, visto che il debito in capo al gruppo era stato spostato tutto sulla controllata tedesca, e che a fine 2008 erano stati nominati due nuovi direttori creativi, Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli.
Il gruppo, dopo aver ritrovato la via della crescita, fa gola a molti e diverse sono state le voci di vendita negli ultimi mesi. Ora l’ipotesi sembra essere più concreta e Vfg si presenta al tavolo delle trattative con numeri ancora in miglioramento: nel primo semestre di quest’anno ha realizzato ricavi per 186 milioni in aumento del 23% rispetto ai 152 milioni dello stesso periodo del 2011. A vendere, il 100% della Vfg, è la società lussemburghese Red & Black, che vede soci all’80% Permira e co-investitori e al 20% la famiglia Marzotto.
Dall’altra parte un compratore ormai noto in Europa, la famiglia reale del Qatar che investe a diverso titolo: dagli investimenti personali a quelli del fondo sovrano Qatar Investment Authority, dalla finanziaria Qatar Holding a società costituite ad hoc come la Qatar Sport, che possiede la squadra di calcio Paris Saint-Germain, o Qatar Luxury Group. In Europa diverse le incursioni e il primo target è la Gran Bretagna, dove il Qatar controlla quote dell’Lse, di Sainsbury, di Barclays oltre al 100% dei magazzini Harrods. In Francia sono stati diversi gli acquisti nell’immobiliare (da place Vendome a rue de Rivoli) e gli investimenti in società di rilievo nazionale come Lagardére (editore di Elle e Paris Match) e Vivendi. In Italia, per ora, solo qualche timido approccio: l’acquisto della Costa Smeralda e l’hotel Gallia di Milano, nonostante le voci di un interesse per il 3% di Eni. Ma le intenzioni dell’emiro Hamad bin Khalifa Al Thani, che nell’aprile scorso ha incontrato il premier Mario Monti a Roma, erano chiare: il fondo sovrano del Qatar sta cercando «modi e forme per investire in Italia» aveva dichiarato. E nei giorni scorsi, ad esempio, era circolata l’ipotesi di un’offerta nel settore televisivo del potente emirato del Golfo Persico, attraverso Al Jazeera.
L’obiettivo Valentino rientra, quindi, in una strategia geografica, ma non solo. Di quest’anno l’ingresso del fondo sovrano del Paese in Lvmh e in aprile nel capitale di Tiffany. La griffe italiana sarebbe un ulteriore tassello per l’ingresso del Qatar nel settore del lusso, che ad oggi resta quello con i ritorni più alti. Nel comparto il Paese sta operando con il braccio operativo Qatar Luxury Group, controllato dalla Qatar Foundation presieduta dalla sceicca Moza bint Nasser, che lo scorso anno ha lanciato un’Opa e conquistato l’85,73% di Le Tanneur, marchio storico della pelletteria francese.
Sulle trattative per la casa di moda italiana resta ancora il riserbo e non ci sono indicazioni su quale veicolo, nel concreto, possa realizzare l’operazione. Sul valore della vendita, invece, circolano alcune ipotesi: la cifra di cui si parla è di circa 600 milioni di euro, pari a circa 30 volte il margine operativo lordo (Ebitda) del 2011 di 20-25 milioni. La scadenza dell’esclusiva è per fine luglio, ma non è detto che possa esserci un’accelerata e il deal possa essere chiuso anche prima.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un campanello risuona dalle distillerie americane, riecheggia in Italia e fa scattare l’allarme p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Da grande rimossa nel dibattito pubblico a emergenza. La pensione di garanzia dei giovani torna sul...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dal 12 novembre scorso, per effetto del Dl Antifrodi 157/2021 (articolo 1), il visto di conformità...

Oggi sulla stampa