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Il processo tributario farà il pieno di atti online

Anche la mediazione fiscale viaggerà online. L’utilizzo del canale telematico a partire dal primo grado di giudizio «obbliga» chi fa ricorso a seguire la stessa strada per tutto l’iter e anche in appello, a meno che non si cambi difensore. Tutte le comunicazioni e le notifiche arriveranno solo sulla casella di posta elettronica certificata indicata dal ricorrente o a quella del suo difensore. Anche il contributo unificato si pagherà via Internet. Sono alcune delle novità contenute nei 20 articoli del regolamento sul processo telematico messo a punto dalla Direzione della giustizia tributaria che ha incassato il parere favorevole del Consiglio di Stato.
Un passo significativo verso la completa digitalizzazione del contenzioso in Ctp e Ctr anche se non è l’ultimo. La cornice designata dal ministero dell’Economia dopo la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» (attesa per settembre) affonterà l’ultimo miglio: il Dm con le specifiche tecniche per tradurre in pratica disposizioni e principi giuridici in formato digitale. Per la piena operatività si partirà da Lazio e Umbria e se tutto sarà a prova di “bit”, nel primo semestre del 2014 il Fisco conta di far lavorare in telmatica oltre il 50% delle Ctp e Ctr.
Intanto il regolamento si applicherà a tutti gli atti e provvedimenti del processo tributario, compresi quelli relativi al procedimento attivato con il reclamo e la mediazione che è obbligatorio per impugnare le contestazioni del Fisco emesse dalle Entrate per un valore fino a 20mila euro. In pratica, i documenti saranno digitali con firma elettronica qualificata o firma elettronica e viaggeranno sull’autostrada del Sigit (Sistema informativo della giustizia tributaria).
Una sorta di strada senza ritorno. Perché chi ha utilizzato in primo grado le modalità telematiche è tenuto a impiegare sempre le stesse per tutto il percorso giudiziale e anche in appello. Unica eccezione è rappresentata dalla sostituzione del difensore.
Nel caso poi in cui la procura alla lite o l’incarico di difesa fossero conferiti su carta, le parti, i difensori e i procuratori devono trasmettere la copia scannerizzata e sottoscitta con firma elettronica. Stessa sorte anche per tutti i documenti depositati in formato cartaceo: saranno acquisiti dalla Commissione tributaria che provvederà a “trasformarli” in formato telematico e a inserirle all’interno del nuovo “fascicolo informatico”, destinato a sostituire il vecchio faldone di carta per il ricorso. Una dematerializzazione che consentirà all’amministrazione di contribuire alla spending review.
La strada digitale farà sì che le parti riceveranno date delle udienze, notifiche e convocazioni sull’indirizzo di posta elettronica certificata. E per la Pec, i professionisti iscritti ad albi la casella da indicare nel ricorso dovrà coincidere con quella indicata al proprio Ordine, mentre per le società e le aziende vale quello indicato all’atto di iscrizione nel registro imprese.

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