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Il processo telematico va alla conquista del Sud

Accorciare i tempi della giustizia al Sud. È l’obiettivo del allargamento del Processo civile telematico (Pct), sistema di gestione digitale del processo che dematerializza integralmente i flussi informativi e di comunicazione tra uffici giudiziari, legali ed altri professionisti. Mentre nell’ambito del disegno di legge stabilità è stato approvato un emendamento che rafforza gli obblighi di comunicazione digitale degli atti del processo, ieri a Palazzo Chigi è stata presentata l’iniziativa, dal valore di 7,2 milioni di euro. A intervenire sono stati i ministri Paola Severino (Giustizia), Fabrizio Barca (Coesione sociale) e Francesco Profumo (Istruzione).
Severino ha ricordato che sono già possibili:
– le consultazioni via internet in tempo reale dei registri di cancelleria e dei documenti elettronici, disponibili per tutti gli uffici del territorio, con 300.000 professionisti registrati (dei quali 260.000 sono avvocati);
– le comunicazioni telematiche a valore legale, che coprono il 100% degli uffici (e sono state rese obbligatorie con il decreto Sviluppo-bis).
Negli ultimi 12 mesi (fino a novembre 2012), ha ricordato Severino, sono state consegnate quasi 6 milioni di comunicazioni, con un risparmio di oneri di notifica di circa 20 milioni di euro, che a regime potrà ancora crescere.
Hanno invece diffusione ancora parziale:
– i depositi telematici a valore legale. Ad oggi sono coperti 67 su 194 uffici, il 34% del totale (che realizzano il 49% dei decreti ingiuntivi, il 23% degli atti istruttori del contenzioso, il 28% delle esecuzioni immobiliari, il 15% del fallimentare). Ne sono stati realizzati in totale 126.000 tra gennaio e ottobre.
– la consolle del magistrato (uno strumento importante per la sua operatività), pure disponibile in 67 uffici.
Il progetto prevede la totale digitalizzazione delle notifiche di cancelleria in 80 Tribunali e Corti di appello, la digitalizzazione dei decreti ingiuntivi in 23 Tribunali. Per le notifiche telematiche si punta a una riduzione dei costi di gestione amministrativa stimata in oltre 35 milioni di euro all’anno per le sole spese di spedizione, cui aggiungere 12mila ore di lavoro in meno a carico dell’ufficio giudiziario. Per i decreti ingiuntivi telematici, invece, l’obiettivo è di ridurre del 50-60% i tempi di emissione del decreto.

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