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Il processo Mps trasloca a Milano. Per una «email»

È successo il 18 marzo nell’inchiesta Ligresti a Torino e si è ripetuto ieri a Siena per Mps-Antonveneta. L’obiettivo è lo stesso: spostare il processo dalla sede della procura che ha avviato l’inchiesta verso il «giudice naturale», che è Milano. Lì ha sede il sistema Nis della Borsa attraverso cui le società quotate diffondono al mercato le informazioni rilevanti. La decisione su Mps è stata presa dal gup Monica Gaggelli: gli ex vertici Giuseppe Mussari e Antonio Vigni con i coimputati Daniele Pirondini, Giovanni Rizzi, Michele Crisostomo, Tommaso Di Tanno, Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti vanno processati a Milano perché il reato si è consumato alle 7:13 del 28 agosto 2008 e alle 7:47 del 27 marzo 2009, ora in cui il dirigente Mps, Fabio Bizzarri, trasmette al settore comunicazione l’inserimento e la «diffusione» sul Nis dei bilanci ritenuti falsi dai pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, perché attesterebbero un livello di patrimonio inesistente. Le mail sono state fatte valere dalle difese di Vigni (de Martino e Borgogno), Mussari (Pisillo e Padovani) e Pirondini (Bellacosa) esattamente come a Torino i legali di Paolo Ligresti, che avevano trovato nei server di Fonsai la mail al Nis che sposta indietro le lancette del reato facendo così incardinare a Milano il processo.
Finmeccanica, aumentano gli ordini
(a.bac. ) Finmeccanica chiude il primo trimestre con una perdita di 12 milioni a fronte di un utile per 6 milioni nello stesso periodo 2013. Il dato è condizionato da una maggiore incidenza degli oneri di ristrutturazione e da un calo dell’Ebita, sceso a 153 milioni (161). I ricavi calano del 4,9% a 2,94 miliardi mentre gli ordini aumentano del 10,8% a quasi 2,9 miliardi. L’indebitamento netto è di 5,06 miliardi, in calo del 3,7% rispetto al 31 marzo dello scorso anno, ma superiore ai 3,9 miliardi di fine 2013. Finmeccanica ha confermato «le previsioni per l’intero anno». Intanto aumenta del 30% la retribuzione dei consiglieri del gruppo su indicazione del ministero dell’Economia (azionista al 30,2%). Il Tesoro proporrà alla prossima assemblea un compenso-base per il presidente, Gianni De Gennaro, di 90 mila euro lordi l’anno, uguale a quello fissato nell’ultimo triennio per quella carica. Mentre la retribuzione-base dei cinque membri del consiglio di amministrazione passerà dagli attuali 60 mila euro a 80 mila.
La visita di Serra all’Economia
(a.bac. ) Missione segreta di Davide Serra, il finanziere del fondo londinese Algebris, al ministero dell’Economia. Ieri mattina, intorno alle 11, il manager, zainetto in spalla, è stato ricevuto in via XX Settembre. Una cosa è certa: Serra non ha visto il «padrone di casa», Pier Carlo Padoan, impegnato nell’Ecofin a Bruxelles insieme a una nutrita delegazione. In via XX Settembre si trovavano invece al lavoro i viceministri e i sottosegretari.
La mediazione politica per sbloccare l’accordo su Alitalia
(a.bac. ) Non è ancora il giorno dell’accordo con Etihad per Alitalia. Oggi l’ad Gabriele Del Torchio, che ieri a Abu Dhabi ha incontrato James Hogan, riferirà al ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi. Etihad avrebbe chiesto di chiudere al più presto l’accordo con i sindacati (saranno ricevuti venerdì) e di accelerare sul decreto Linate. Del Torchio ha illustrato un piano per una nuova Alitalia in cui far confluire le attività della compagnia mentre nella vecchia resterebbero contenziosi e parte del debito. La nuova Alitalia verrebbe ricapitalizzata da Etihad, con una quota al massimo del 49%, mentre gli utili servirebbero ai vecchi soci per ripagare i debiti rimasti nella vecchia compagnia. La trattativa riguarda quanto debito dovrà essere accollato alla nuova compagnia. Sapendo che il restante dovrebbe gravare sulla vecchia dove, tra i soci, c’è anche Poste. Lupi ha detto che «non si possono scaricare sullo Stato i debiti che si sono contratti». Oggi Renzi incontrerà il ministro degli Esteri emiratino. Ci sarà una mediazione politica?

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