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Il primo vero gruppo globale

Dopo cinque anni dall’acquisto di Chrysler e poche ore dopo la nascita di Fiat Chrysler Automobiles, John Elkann e Sergio Marchionne hanno festeggiato il debutto di Fca a Wall Street suonando la campanella di chiusura della seduta di ieri, una seduta che ha visto un rialzo del 2,53% rispetto alla chiusura di venerdì. La centenaria storia di Fiat è finita ufficialmente domenica, con il perfezionamento della fusione con Fiat Investments NV.
«Sono incredibilmente orgoglioso di quello che abbiamo fatto in questi dieci anni», ha detto Marchionne; alla cerimonia della campanella ha assisito anche la famiglia di Elkann, dal padre Alain alla moglie Lavinia ai figli Leone ed Oceano.
Dopo la fusione e la quotazione a New York, quale sarà il futuro del gruppo? Elkann e Marchionne hanno scritto ai dipendenti; il messaggio a quelli italiani, ha detto il manager, è che ora possono essere parte di un progetto molto più grande: «L’insieme di Fiat e Chrysler è molto più grande della loro semplice somma». L’esordio di ieri a Wall Street ha coinciso con la parata del Columbus Day – la festa degli italiani d’America. Già dalla mattina una decina di auto del gruppo – dalla piccola 500 alla più costosa delle Ferrari, dal minivan Chrysler ai furgoni Ram – erano parcheggiate di fronte alla sede della Borsa americana, sotto uno striscione di Fca e tre bandiere: americana, italiana e brasiliana, a simboleggiare i tre mercati dove il gruppo è più forte.
Per il pubblico e gli investitori Usa, il ritorno di Chrysler a Wall Street, a 7 anni dalla cessione da parte di Daimler e a cinque dalla bancarotta, ha un sicuro appeal. «Per noi è come tornare a casa», ha detto il manager italo-canadese alla Bloomberg. La prima seduta a Wall Street ha visto Fiat Chrysler Automobiles aprire e 9 dollari, nettamente al di sopra degli 8,76 dollari di venerdì (ovvero i 6,94 euro della chiusura di Fiat a Milano moltiplicati il cambio euro/dollaro di venerdì). Il titolo della neonata holding olandese è arrivato a 9,5 dollari e ha poi chiuso a 8,9.
La breve seduta milanese (poco più di due ore) si è chiusa con un rialzo dell’1,2% a 7,025 euro; il volume di scambi ha sfiorato gli 8 milioni di titoli contro i meno di 4 milioni segnati a Wall Street nello stesso periodo di tempo. I valori di Wall Street non sono del tutto rappresentativi in quanto la giornata di ieri era semifestiva per la ricorrenza del Columbus Day. saranno le prossime sedute a dire quanto il titolo Fca ha “attecchito” nella sua nuova casa.
Il primo obiettivo di Fca a Wall Street è di accedere al maggior mercato di capitali al mondo. Quando intende utilizzarlo? «Tecnicamente non abbiamo bisogno di emettere nuove azioni, ma potremmo collocarne alcune come misura di sicurezza, nel caso in cui la congiuntura si deteriori», ha detto Marchionne. La porta di un aumento di capitale non è dunque del tutto chiusa, anche se «tutto è ancora per aria». I profit warning delle rivali Ford e General Motors non hanno aiutato, e il manager ha sottolineato ieri che «non siamo così pessimisti: le nostre indicazioni per il 2014 e 2015 sono molto diverse».
Se il debutto a Wall Street è arrivato dunque senza aumento di capitale, non è detto che una qualche forma di ricapitalizzazione non arrivi. «Sergio», come lo chiamano tutti gli americani, dopo il consiglio d’amministrazione del 29 ottobre inizierà un road show con gli investitori americani; l’obiettivo iniziale è far conoscere meglio l’azienda e collocare le azioni proprie di Fca (oltre a quelle corrispondenti ai titoli consegnati al recesso). «In ogni caso emetteremo bond» ha detto ieri Marchionne; in giornata l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha confermato a Fca il rating di Fiat, senza sostanziali modifiche. Marchionne ed Elkann hanno infine confermato l’interesse per il consolidamento «inevitabile» nel settore auto.

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