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Il primo dossier sulle partite dubbie? Ipotesi Mps

«Atlante sarà la soluzione, lo vedremo nelle prossime ore e settimane». Arriva direttamente dal premier Matteo Renzi la benedizione al fondo privato salva banche partecipato da banche, assicurazioni, fondazioni, Cdp. Un intervento in due tempi: subito nelle ricapitalizzazioni di Popolare di Vicenza da 1,5 miliardi e Veneto Banca da 1 miliardo; quindi sulle sofferenze (npl), con l’obiettivo di aggredire 80 miliardi di sofferenze bancarie lorde su un totale di 200 come sistema, a cominciare da quelle di Mps.

Il mercato ieri ha fiutato che è proprio Mps — che oggi riunisce l’assemblea — la banca che più delle altre potrebbe beneficiarne e per questo il titolo è volato dell’11,7%, il rialzo maggiore a Piazza Affari, ieri +4,13% sulla spinta delle banche. Mps s’è impegnata con la Bce a cedere 5,5 miliardi di sofferenze (su un totale di 46 miliardi lordi) entro il 2018. Ne ha già venduto 2 miliardi, e ora il fondo Atlante potrebbe servire a centrare quell’obiettivo, per di più senza intaccare il patrimonio visto che, ha detto il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, «sarà possibile portare il valore delle dismissioni delle sofferenze ai valori di carico». Il banchiere si attende anche un intervento del governo per accelerare il recupero dei crediti: «Sette anni sono scandalosi, è necessario scendere a 3 anni».

Il cantiere del fondo — con gli advisor Bofa-Merrill Lynch e gli studi legali Bonelli Erede e Pedersoli (per Intesa e Ubi) — è in piena attività. Ieri sarebbe stata inviata a Bankitalia e Bce la richiesta di autorizzazione alla presa di controllo di Pop.Vicenza, nell’ipotesi in cui ci fossero tante azioni inoptate. Il regolamento prevede che il gestore, Quaestio sgr, sia indipendente dai sottoscrittori anche nella nomina di eventuali vertici di istituti controllati: sul punto la Bce è molto attenta.

Atlante, che punta a raccogliere fra 4 e 6 miliardi, ha due mission di investimenti: gli aumenti di capitale di banche sotto i ratio patrimoniali e le sofferenze, in un rapporto di 70%-30%, che però può mutare se servirà meno capitale per coprire gli aumenti. In particolare per gli npl potrebbe essere creato un unico veicolo — che sfrutterebbe anche una leva fino a 5 volte — dove far confluire le sofferenze di varie banche, che poi cartolarizza e vende sul mercato le varie tranche di crediti; quella più a rischio, «junior», la prenderà Atlante, in modo che la cartolarizzazione abbia successo. Il rendimento di Atlante è del 6% in 5 -8 anni. «L’idea della leva non mi fa impazzire», ha detto Messina, la cui banca investirà circa 1 miliardo e comunque non più del 20% del totale. Altri 500 milioni arriveranno da Cdp. La Cassa ha chiuso il 2015 con 900 milioni di perdita consolidata «riconducibile» a Eni, di cui ha il 25,7%. La capogruppo ha chiuso con 900 milioni di utile (dai 2,4 miliardi del 2014). Cdp ha deciso di investire 100 milioni nel Fondo investimenti turismo da 1 miliardo e ha garantito per 42 milioni un credito Bei per la raffineria di Milazzo.

Fabrizio Massaro

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