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Il premier: lavoro, dati sorprendenti «È il segnale che il Paese ora riparte»

Non è detto che sia tutta nuova occupazione, potrebbero anche essere dati di mera sostituzione: contratti a termine (meno convenienti) convertiti in tempo indeterminato (più convenienti con gli sgravi introdotti di recente). Non è detto, ma per Matteo Renzi, come per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti sono cifre che suggeriscono comunque soddisfazione. «I dati del ministero ci dicono che nei primi due mesi dell’anno, grazie agli incentivi della Stabilità, i contratti a tempo indeterminato sono cresciuti a doppia cifra: 79 mila nuovi contratti, il 38,4% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso» (anche se il ministero del Lavoro parla del 35%). Sono «dati sorprendenti», rimarca soddisfatto il presidente del Consiglio. 
Di sicuro c’è un dato che lo stesso premier sottolinea, il trend significa meno precarietà, occupazione di qualità migliore: «Non sono solo numeri – dice Renzi – sono storie di vita concreta. E i ragazzi che finalmente firmano un contratto a tempo indeterminato possono accendere un mutuo, avere certezze personali, mettere in cantiere una famiglia. Per me è solo l’inizio, ma ci tenevo a condividerlo anche su questa bacheca (su Facebook, ndr ). Ci hanno detto di tutto in questi mesi, ci hanno accusato di voler rendere la nostra generazione per sempre precaria. È vero esattamente il contrario: stiamo dando diritti a chi non ne ha mai avuti. Che bella l’Italia che riparte, avanti tutta».
Per Renzi la novità è anche un «segnale ulteriore della ripresa», di sicuro gli imprenditori stanno cominciando a proporre sempre più spesso assunzioni a tempo indeterminato, l’anno scorso erano state il 17% e il 18% del totale dei nuovi contratti, a gennaio e a febbraio. Nei primi due mesi dell’anno in corso le percentuali sono salite al 20% e al 24% del totale dei contratti.
Renzi ha commentato i nuovi dati sui contratti di lavoro anche durante la sua prima visita al ministero delle Infrastrutture, per un primo colloquio con i dirigenti e un giro d’orizzonte sui problemi principali dell’attività di questo settore dell’esecutivo: «Ai cittadini non interessa parlare di interim, l’unica cosa che interessa sono le opere incompiute che vanno portate avanti», è stata la prima dichiarazione.
«Nei prossimi giorni, nelle prossime settimane ci sarà il nuovo ministro, ma noi non perdiamo un minuto, non per inventarci cose nuove, il libro dei sogni, ma per realizzare semplicemente le cose da fare, le tante cose che ci sono da completare», ha aggiunto il capo del governo. «La questione vera è che ci sono tante, troppe opere incompiute che vanno portate avanti: non bisogna perdere nemmeno un minuto. Per questo stiamo lavorando».
Al ministero attendevano il presidente del Consiglio già da un paio di giorni, da quando aveva assunto l’interim dopo le dimissioni di Maurizio Lupi. Un giro d’orizzonte è stato fatto con tutti i dirigenti della struttura di Porta Pia, secondo quanto riferito dal vice ministro Riccardo Nencini che, sulle due ore di lavoro, racconta in questo modo: «Abbiamo lavorato molto e bene, il premier è stato come sempre puntiglioso, ha esaminato tutti i dossier punto per punto. C’è stata una sorta di riunione oceanica su tutte le questioni più urgenti. Riforme dei porti, degli aeroporti, del codice della strada, del codice degli appalti e del Tpl», ha concluso Nencini.

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