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Il Pos costa da 25 a 180 euro l’anno

Rispettare l’obbligo di dotarsi del Pos per permettere ai clienti di pagare con il bancomat può costare a negozianti e professionisti fino a 180 euro all’anno. A quantificare la spesa che i commercianti e gli studi sono costretti a sostenere è stato il tavolo istituito dal ministero dello Sviluppo economico insieme al ministero dell’Economia e alla Banca d’Italia.
Secondo i dati raccolti, il costo fisso per i terminali varia dai 2-5 euro al mese per gli apparecchi più innovativi ai 10-15 euro di quelli più tradizionali. Una spesa che, su base annua, arriva a pesare tra i 25-60 euro e i 120-180 euro sui conti degli studi professionali e degli esercizi commerciali. A questo costo fisso si aggiunge, poi, il costo variabile legato al numero e all’ammontare delle transazioni effettuate dalla clientela che dipendono anche dal tipo di circuito utilizzato. Secondo un’indagine di Federconsumatori, i costi variabili sono pari al 2,5-3,5% sull’importo, a cui si aggiune una commissione fissa per ogni singola transazione che si aggira tra i 30 e i 50 centesimi.
Su questi costi impatta anche il decreto che regola le commissioni applicate alle transazioni effettuate mediante carte di pagamento del 14 febbraio 2014.
Secondo quanto emerso nell’incontro di ieri, esistono sul mercato soluzioni che offrono diverse combinazioni di servizi e condizioni, fra le quali ciascun esercente o professionista può scegliere quella più adatta in base alle sue previsioni di utilizzo e ai collegamenti disponibili. «Alcuni operatori di mercato – ha rilevato il ministero – hanno anche lanciato offerte commerciali che prevedono, nell’ambito di un più ampio pacchetto di servizi, la disponibilità gratuita del Pos».
Abbassare il costo degli apparecchi potrebbe contribuire ad aumentare l’uso della moneta elettronica: in Italia solo il 20% delle transazioni avviene attraverso il Pos, mentre negli altri Paesi l’uso del contante non supera il 60% delle transazioni.
Eppure, secondo i calcoli elaborati dai tecnici, l’utilizzo del Pos consentirebbe di ridurre l’impatto dei costi legati all’utilizzo del denaro contante, che sono complessivamente stimati intorno al 1-1,5% rispetto all’entità delle transazioni.
Anche la misura entrata in vigore lo scorso 1° luglio dovrebbe servire a questo scopo: dall’inizio del mese, infatti, è scattato l’obbligo per negozianti e professionisti di dotarsi degli apparecchi elettronici per i pagamenti. Sopra i 30 euro, infatti, il cliente può – o meglio potrebbe, visto che non è prevista alcuna sanzione per il commerciante che non si adegua – chiedere di pagare con il bancomat.
Al tavolo dei tecnici – che si sono già riuniti due volte – siedono anche i rappresentanti dell’Abi, dell’associazione italiana istituti di pagamento e di moneta elettronica, del consorzio Pagobancomat e dei gestori dei circuiti Visa e Mastercard: «Gli interlocutori coinvolti nelle discussioni – sottolinea il ministero – hanno manifestato la loro piena disponibilità a continuare a compiere ogni sforzo per rendere l’offerta di questa tipologia di servizio il più possibile flessibile e conveniente».

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