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Il pignoramento non può attendere la notifica

Il pignoramento di Equitalia del conto non può attendere la notifica al contribuente. È quanto ha chiarito il viceministro all’Economia Enrico Morando in una risposta a una interrogazione parlamentare in commissione finanze alla camera relativa al procedimento di pignoramento presso terzi e in particolare dei conti bancari, in cui sono accreditati pensioni e stipendi. L’obiettivo, segnalato dai parlamentari al Mef, è di modificare la legge nel senso di posticipare l’efficacia del pignoramento presso la banca a un momento successivo alla notifica degli atti al contribuente. Così, si è sostenuto nell’interrogazione parlamentare, il contribuente non sarebbe esposto al blocco del conto senza una preventiva informazione. Nella risposta all’interrogazione, il Mef ha richiamato i principi in materia di pignoramento del conto. La normativa, in particolare, non prevede un ordine specifico della notificazione degli atti e non stabilisce se va fatto prima al debitore o al terzo pignorato (banca, datore di lavoro, ente pensionistico ecc.). Peraltro è consigliabile la notifica prima al terzo, e questo per evitare che il debitore da operazioni di sottrazione dei beni e delle somme all’ultimo minuto, un attimo prima che al terzo arrivi la notifica che lo obbliga a bloccare le utilità. In sostanza il Mef non ritiene plausibile sospendere l’efficacia del pignoramento, anche per preservare l’efficacia dell’esecuzione. Nella risposta il Mef chiarisce anche le ragioni per le quali la legge impedisce ai debitori di presentare presso il tribunale ordinario opposizioni agli atti esecutivi e alle esecuzioni per crediti tributari: e cioè preservare la giurisdizione delle commissioni tributarie ed evitare che vengano elusi i termini previsti per impugnare gli atti impositivi. Vengono, infine richiamati, i limiti della pignorabilità di stipendi e pensioni, anche quando vengono accreditati in conto bancario o simili: i massimali previsti dalla legge sono ritenuti dal Mef una sufficiente garanzia per i contribuenti appartenenti a fasce deboli.

Antonio Ciccia

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