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Il piano salva-banche spinge le Borse

di Vittorio Carlini

Un «fil rouge». Un filo rosso lega il mega-balzo finale di due giorni fa in quel di Wall Street e la seduta borsistica di ieri. Quale? La politica, intesa come strategia comune dei governi per accelerare sul problema dei debiti di Eurolandia. Così, i listini hanno snobbato il timore recessione (il Fmi ha indicato che «non può escludersi nel 2012»), e si sono aggrappati all'ipotesi del piano europeo salva-banche. Un'idea supportata dal cancelliere Angela Merkel che, da un lato, ha sottolineato come «la Germania sia pronta a ricapitalizzare» gli istituti di credito; e dall'altro ha esortato l'Ue a prendere «decisioni in fretta».

In questo contesto tutte le principali Borse europee hanno chiuso in rialzo: maglia rosa a Francoforte (+4,9%), seguita da Parigi (+4,3%) e Piazza Affari (+3,9%), che ha reagito in maniera positiva al downgrade da parte di Moody's. Bene anche Londra (+3,19%). Sull'altra sponda dell'Atlantico infine, dopo l'ottovolante delle precedenti sedute, Wall Street ha vissuto una giornata lineare. L'S&P500 ha chiuso in rialzo dell'1,79% mentre il Nasdaq ha guadagnato il 2,32 per cento.

Il market mover politico

Al di là dell'andamento degli indici, molti i settori che sono rimbalzati. Anche quelli che, solo due sedute fa, avevano subito una bella batosta. Tra questi, in Europa, le risorse di base (+6,34%): nonostante la lettura definitiva dell'indice Pmi (rivisto al ribasso a 49,1) abbia confermato il rischio di una semi-stagnazione nell'Ue, i «buy» sono tornati su questo comparto sensibile alla congiuntura. In rialzo poi, e non poteva essere altrimenti, anche i settori più «esposti» al piano, probabilmente via-Efsf con il sostegno della Bce, salva-banche: in crescita i servizi finanziari (+4,55%), gli assicurativi (6,3%) e gli istituti di credito(+5,7%). Quelle banche che, su richiesta dei ministri economici dell'Unione, saranno presumibilmente sottoposte a un nuovo round di stress-test, per valutarne la reale solidità a fronte di una profonda svalutazione del debito di Atene.

Già, il debito. Molto, se non tutto, ruota attorno ad esso. Tanto che il vero market mover, in questo periodo, sono le strategie per «domarlo». Sensate o inutili che siano, i listini reagiscono ogni qual volta se ne parla. Un esempio? Le reazioni delle Borse alle parole, a dir poco avventate, del responsabile per l'Europa del Fmi, Antonio Borges. L'alto dirigente, nel primo pomeriggio di ieri, ha detto che il fondo potrebbe intervenire a sostegno di Spagna e Italia a fianco dell'Esfs. Subito, le Borse sono rimbalzate: l'S&P500 è passato da quota 1.110 a 1.128. Peccato, però, che il Fmi non ha il potere di intervenire direttamente sui mercati obbligazionari. Tanto che, lo stesso Borges ha dovuto correggere la sua precedente dichiarazione. Risultato? I listini hanno subito ritracciato, con l'S&P che è momentaneamente scivolato all'ingiù. Insomma, il bailout collettivo sul credito è il «sogno» dei mercati.

Congiuntura Usa e hi-tech

In una Borsa così umorale, e volatile (seppure in calo il Vix è rimasto oltre quota 40), un sostegno è comunque arrivato anche da alcuni fondamentali macroeconomici. In particolare negli Stati Uniti. In primis, c'è stato il sondaggio condotto da Adp sul mercato del lavoro: l'industria privata, a settembre, avrebbe creato 91mila nuovi posti; una stima superiore alle attese (il dato ufficiale sarà reso noto venerdì prossimo). Poi, è stata la pubblicazione dell'indice manifatturiero per il settore servizi: a settembre si è attestato a quota 53, in calo rispetto ad agosto, ma meglio delle attese (52,9). Questo mix di numeri ha spinto gli indici a stelle e strisce, dove si sono distinti diversi titoli energetici e industriali: da Alcoa a Chevron; da Exxon Mobil a Alpha natural resources fino a Valero Energy.

Ma non è stata solo l'industria tradizionale: in gran spolvero anche il «vecchio» hi-tech per la merger-mania. Yahoo! è balzata (+10,1%) sui rumors di un takeover di Microsoft. Così come è cresciuta Rim (+12,3%) entrata, forse, nel mirino di Vodafone. Il tempo dirà se si tratta di fanta-finanza, oppure no. Per adesso, l'attenzione è sulla riunione di oggi della Bce.

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