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Il piano per spingere la crescita «Sul nucleare pausa di riflessione»

di Mario Sensini

ROMA — «Non abbiamo nessuna emergenza o urgenza» . Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, esclude la necessità di una manovra correttiva in corso d’anno. Per il 2011 ed il 2012 l’economia crescerà un po’ meno del previsto, ma si tratterà di fare solo la «manutenzione» della manovra triennale varata l’anno scorso. Per raggiungere il pareggio di bilancio promesso alla Ue, tuttavia, nel 2013 e nel 2014 serviranno manovre cospicue per correggere l’andamento dei conti. «I numeri sono in linea e le quadrano con le previsioni» ha detto ieri il ministro presentando insieme al premier Silvio Berlusconi la Decisione di Economia e Finanza (il vecchio Dpef) e il Piano Nazionale di Riforme, da cui è sparito il capitolo sull’energia nucleare. «Il governo ha avviato una fase di riflessione sul nucleare» ha detto Tremonti, ricordando che l’attuazione del programma di costruzione delle nuove centrali è sospeso finché le iniziative avviate dalla Ue «non forniranno piene garanzie sulla sicurezza» . E comunque non si deciderà su eventuali nuovi siti nucleari in Italia prima del 2013, data alla quale è stato rinviato il decreto per la localizzazione delle centrali. Tornando alla finanza pubblica, ha detto Tremonti, «per il 2011 e il 2012 il sentiero di avvicinamento al pareggio è già tracciato. Ci aspetta uno sforzo nei due anni seguenti: vareremo i provvedimenti necessari che, come nel passato, non avranno un impatto drammatico e reale sulle famiglie» ha detto il ministro. Lo sforzo sarà rilevante, perché l’obiettivo dell’esecutivo è quello di ridurre in due anni il deficit dal 2,7%del prodotto interno lordo allo 0,2%. E due punti e mezzo di pil, senza considerare l’andamento tendenziale a legislazione vigente, equivalgono a quasi 40 miliardi di euro. Raggiunto l’obiettivo del pareggio di bilancio, dal 2015 il governo conta di aggredire la massa del debito pubblico. Sfruttando l’avanzo primario, ma non solo. Nel Piano di Riforme, infatti, il governo si impegna a introdurre il vincolo della disciplina di bilancio direttamente nella Costituzione, come in Germania e come sta facendo la Francia. Nella Costituzione saranno direttamente inseriti i vincoli di bilancio europei sul deficit (non oltre il 3%del pil) e del debito (che deve tendere al 60%del pil). Secondo i nuovi documenti di finanza pubblica, il debito italiano arriverà quest’anno al 120%, con un deficit in calo dal 4,6%al 3,9%. Il prodotto interno lordo è stato rivisto al ribasso, dall’ 1,3%stimato nell’autunno scorso, all’ 1,1%indicato dal Fmi e dall’Ocse. Nel 2012 la crescita migliorerà solo marginalmente, passando all’ 1,3%, con un deficit di bilancio programmato al 2,7%e un debito pubblico del 119,4%del prodotto. Nel 2013 il deficit dovrà scendere all’ 1,5%, ed il debito ridursi al 116,9%, grazie anche ad una crescita un po’ più forte (+1,5%). L’inflazione è prevista in aumento al 2%nel 2012, poi di nuovo in flessione, mentre il tasso di disoccupazione passerà gradualmente dall’ 8,4%del 2011 all’ 8,1%del 2013. Anche il Piano di riforme dovrebbe dare il suo contributo ad una maggior crescita, stimato intorno allo 0,4%del Pil tra il 2012 ed il 2013. Le linee d’azione del Piano, alcune delle quali saranno attuate a maggio per decreto, sono undici ed al primo posto c’è la riforma fiscale allo studio. Per il Sud si punta alla riprogrammazione e alla regia nazionale per l’investimento dei fondi europei, dando priorità alle infrastrutture, ma anche sulla fiscalità di vantaggio e sulle zone a «burocrazia zero» . In programma c’è poi un nuovo Piano Casa, misure per accelerare e ridurre i costi delle opere pubbliche, il credito di imposta per la ricerca, investimenti nelle scuole, creazione dei distretti turistico-balneari, la semplificazione e l’accelerazione del processo civile. Resta un unico punto interrogativo, sulla politica energetica.
 

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