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Il piano per il lavoro giovanile «200 mila posti entro il 2015»

Un miliardo e mezzo per attuare il pacchetto lavoro da cui il primo ministro Enrico Letta ha detto di attendersi «l’assunzione in un arco di tempo di 18 mesi» di «200 mila giovani italiani con intensità maggiore nel Centro Sud». E un altro miliardo per bloccare l’aumento dell’Iva dal 21% al 22% per tre mesi. Con queste misure, approvate ieri in Consiglio dei ministri, il premier si presenta oggi al Consiglio europeo che ha come tema principale proprio l’occupazione giovanile e che dovrebbe decidere sull’anticipazione a quest’anno delle risorse ora disponibili solo dal 2014.

Cinque le direttrici delle nuove norme sul lavoro, ha spiegato il ministro competente, Enrico Giovannini: incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato finanziati con 794 milioni di euro nel quadriennio 2013-2016. Obiettivo: incentivare l’assunzione di lavoratori in età compresa tra i 18 e i 29 anni. Per tutti i lavoratori, indifferentemente dall’età, arriva la norma che consente al datore di lavoro di assumere un disoccupato incassando metà dell’Aspi, il nuovo trattamento di disoccupazione.

Vi è poi un rafforzamento del contratto di apprendistato e dei meccanismi formativi, e un aiuto al Mezzogiorno con misure per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità. Per ridurre la povertà e sostenere le famiglie del Mezzogiorno in difficoltà, viene avviato il programma «Promozione dell’inclusione sociale», finanziato con 167 milioni di euro. L’ultimo capitolo riguarda il funzionamento del mercato del lavoro e contiene modifiche alla riforma Fornero nel senso di una maggiore flessibilità.

Quanto all’Iva, il lavoro del governo è proseguito oltre il Consiglio dei ministri in una riunione tecnica che ha avuto il compito di verificare le coperture del mix messo a punto dal ministero dell’Economia, al centro di forti polemiche politiche: dal raddoppio delle tasse sulla sigaretta elettronica, all’anticipo degli acconti di Irpef, Ires e Irap. Un rinvio di ulteriori tre mesi dell’aumento dell’Iva non è stato escluso da Letta: «In Parlamento — ha detto — si verificherà insieme alle commissioni parlamentari la possibilità di un ulteriore differimento dell’aumento dell’Iva». E qualche proposta emendativa è già spuntata.

I provvedimenti economici, che il vicepresidente del Consiglio, Angelino Alfano, ha definito «altri due gol del governo», hanno avuto accoglienze disparate. Positivi i commenti dei sindacati sul pacchetto lavoro: piace al leader della Cgil, Susanna Camusso, «che il provvedimento degli incentivi si rivolga ad assunzioni a tempo indeterminato, a trasformazioni di contratti precari in contratti a tempo indeterminato». Per il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, si tratta di «un primo segnale positivo ma ora occorre abbassare le tasse a lavoratori e pensionati», punto di vista condiviso dalla Uil.

Tra i partiti della maggioranza, il Pdl si dichiara soddisfatto per i provvedimenti sul lavoro per bocca di Maurizio Sacconi, in particolare «per lo stanziamento di 1,5 miliardi di euro in favore dell’azzeramento dei contributi previdenziali dei contratti permanenti — aggiuntivi a quelli in essere — per i giovani». Ma il presidente della Commissione Finanze, Daniele Capezzone, non è d’accordo: «Personalmente, e sia pure con rispetto per l’esecutivo, devo purtroppo esprimere delusione sia sul lavoro sia sull’Iva rispetto agli annunci odierni del governo».

Anche nel Pd se il responsabile dell’Economia, Matteo Colaninno, esprime soddisfazione perché «come il Pd aveva detto e auspicato, il lavoro è al centro degli interventi decisi dal governo», per il segretario Guglielmo Epifani invece «le cifre messe a disposizione dal governo per l’occupazione sono un pò meno di quello di cui ci sarebbe bisogno, ma un pò più di quelle che ci si aspettava», ma soprattutto a questo punto «ci vogliono politiche per sostenere gli investimenti».

Scelta civica appare assai critica: «Purtroppo non c’è nessuno effetto choc , solo un piccolo e tiepido passo avanti» sintetizza il vicepresidente del Senato, Linda Lanzillotta. Per la Lega, Letta ha pensato ancora una volta al Sud deludendo il Nord. Quanto al M5S, quello dell’esecutivo è «l’ennesimo pannicello caldo di un governo temporeggiatore che ha fatto del rinvio la sua specialità peculiare».

Solleva molte polemiche il provvedimento sull’Iva ma anche molti plausi. Prima fra tutti quello di Rete Imprese Italia, in prima linea nella lotta all’aumento del balzello: «E’ un segnale importante che va nella giusta direzione e che testimonia l’impegno del governo su questo fronte» dice il presidente Carlo Sangalli.

E mentre tra i partiti si scatenano le polemiche sulla copertura della misura a colpi di aumenti dell’acconto di Irpef, Ires e Irap, l’Associazione nazionale fumo elettronico (Anafe) dichiara guerra al raddoppio della tassazione sulla e-cig definita «un’assurdità». Il presidente Anafe, Massimiliano Mancini, fa osservare che «se una tassazione così alta dovesse essere approvata, si andrebbe verso la chiusura di almeno il 60-70% dei punti vendita entro 90 giorni, con una perdita di non meno di 3 mila posti di lavoro». Mancini si dice «pronto ad una battaglia in Parlamento» perché «tassare un dispositivo, la sigaretta elettronica, che risponde alle medesime normative dei cellulari, e le ricariche per e-cig non contenenti nicotina lascia intendere che la tassa non serve a scoraggiare i fumatori ma solo a battere cassa».

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