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Il piano Letta sul lavoro La trattativa con l’Europa su fondi e accesso al credito

Coordinare e valorizzare le migliori esperienze in tema di mercato del lavoro è l’obiettivo del vertice di oggi a Palazzo Chigi con i ministri dell’Economia e del Welfare di Spagna, Francia e Germania, ma si discuterà anche del Consiglio europeo del 27, e della decisioni che lì potrebbero essere prese. Intanto domani il consiglio dei ministri dovrebbe approvare un decreto e un disegno di legge con misure di semplificazione e sviluppo per le imprese mentre il pacchetto lavoro, con la detassazione delle assunzioni dei giovani slitta di una settimana.
Sgravi sulle assunzioni

Il pacchetto lavoro sarà adottato con un provvedimento d’urgenza, un decreto legge, ma non domani, perché prima il governo, attraverso il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, vuole svolgere un confronto con i sindacati, cominciato ieri. E soprattutto perché non sono state ancora trovate tutte le coperture necessarie agli sgravi sulle assunzioni. Il governo vuole concederli per un periodo di due anni alle aziende per ogni assunzione a tempo indeterminato di un giovane fino a 29 anni. Nel decreto finiranno anche una serie di misure a costo zero di modifica della riforma del mercato del lavoro Fornero. Verranno ridotti al massimo gli intervalli tra un contratto a termine e l’altro e ampliata la possibilità di stipularli senza causale. Cadranno una serie di vincoli sull’apprendistato (obbligo di assumere il 30 e il 50% dei precedenti apprendisti, vincoli sulla formazione). Altre norme riguarderanno il potenziamento dei tirocini formativi e delle politiche attive per l’impiego, con l’obiettivo di intercettare tutti e subito i 400 milioni di fondi europei del programma Youth.

Piccole e medie imprese

Il governo annette la massima importanza ai provvedimenti che intanto dovrebbero essere varati domani dal consiglio dei ministri. Si tratta di un decreto legge che Letta ha battezzato del «fare» e di un disegno di legge di semplificazioni burocratiche e procedurali per imprese e famiglie. Nel decreto ci sono una serie di misure messe a punto dal ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato. Tra queste, i crediti agevolati alle piccole e medie imprese – fino a 2 milioni per azienda – per l’acquisto di macchinari e beni strumentali. Il ministro punta a una dotazione complessiva di 4-5 miliardi attraverso il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti. Allo studio anche il potenziamento del fondo centrale di garanzia, quello che sostiene lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese concedendo una garanzia pubblica a fronte di finanziamenti concessi dalle banche. Si tratterebbe in particolare di rifinanziare con 2-3 miliardi il fondo stesso, che altrimenti si esaurirà a fine 2014. Un rifinanziamento fatto ora riattiverebbe il tiraggio da parte delle imprese, favorendo nuovi investimenti. Infine, nel decreto dovrebbe finire anche l’aggiornamento al ribasso delle tariffe del Cip 6 riconosciute ai produttori di energia elettrica alternativa o assimilata, con un benefico sulle bollette, dice il ministero, per complessivi 250 milioni di euro.

Un decreto sviluppo quindi con l’obiettivo di rendere il sistema più pro-impresa, condizione indispensabile per attirare investimenti esteri. Proprio ieri Eurostat ha certificato che su un totale di investimenti di paesi terzi nell’Ue pari a 159 miliardi nel 2012, l’Italia è stata destinataria di un solo miliardo, contro i 23 della Francia e i 10 della Germania e della Spagna.

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